La scena techno (che poi, ormai una buona metà suonano house, ma vabbè) vive da sempre moltissimo su alcuni riti che si ripetono sempre uguali, e molti di essi sono merito del più grande brand manager della scena, papa Sven, che proprio grazie alla ripetizione ad libitum di questi rituali, tipo il set cazzone al Time warp o l'ultima ora revival al Green&Blue rafforza di anno in anno il proprio impero Cocoon.
Tra questi rituali, i più famosi "commercialmente" sono fuori di dubbio i cd mixati della serie "The sound of the nth season", che annualmente raccolgono il meglio della stagione ibizenca e il paccottone annuale della Cocoon Compilation che ogni maggio/giugno consacra qualche nuovo talento e permette a qualche artista di vecchia data di fare qualcosa di diverso dal solito, non sempre con risultati validi.
Anche quest'anno, puntuale come la dichiarazione dei redditi, è arrivato il pacco made in papa Sven, con dei nomi grossi grossi grossi (Villalobos e Moritz Von Oswald che ormai è tornato stabilmente attivo, per la gioia del mondo intiero), dei nomi trendy trendy trendy (Nick Curly e Dubfire) e il solito paio di quasi-newcomer (Basti Grub e Popof), oltre a un parterre des rois che comprende, tra gli altri, il sempre valido Mathias Kaden, l'ottimo Pantha du Prince, Dice e Reboot più Koze e gli Extrawelt.
Fin qui, limitandosi ai nomi, niente da dire, as always, ma all'orecchio come si presenta la Cocoon Compilation di quest'anno?
Sempre as always, su 12 tracce almeno 7-8 sono scarti di magazzino prodotti in 10 minuti giusto per avere il nome sul prezioso scatolone di vinili colorati e che verranno dimenticati da tutto il mondo nel giro di qualche ora, ma quel poco che si salva ha un suo perchè: la traccia di Kaden, ad esempio, ha lo stesso basso della traccia migliore del suo splendido album su Vakant ma un pochino di groove in più che la rende un gran bel tool, mentre quella di Pantha du prince ha un'atmosfera splendida come i suoi live anche se da suonare è piuttosto ostica.
Senza alcun dubbio le due hittone del lotto sono la traccia di Villalobos, semplice ma efficacissima e, come tutte le tracce di Ricardo, in grado di crepare i muri se usata al momento giusto e di farsi tirare i pomodori se usata a quello sbagliato, ma soprattutto quella di Nick Curly, che non si capisce come faccia a fare sempre lo stesso piccheppacche con due sample houseggianti banalotti eppure a tirar fuori roba che comunque ha un suo perchè; su queste due tracce io mi giocherei un venti centesimi come possibili hittoni estivi, da tenere d'occhio.
Oltre a queste quattro tracce, l'unica altra bella è quella degli Extrawelt, che è davvero bella bella: melodica e ipnotica come loro solito, ma a sto giro un po' più sbilenca nella metrica delle percussioni, salvo qualche momento dritto e senza compromessi, il che la rende molto più interessante.
Tolte le tracce citate fin qui, poi, il resto è paccottiglia, tra Reboot col bassaccio electreggiante, Dice e Koze che fanno a gara a chi fa la traccia più anonima (ma quella di Koze è imbecille abbastanza perchè Sven la infili in qualcuno dei suoi set lunghissimi, anche solo per dovere di etichetta), Dubfire che si conferma il capo mondiale dei maranza col braccio fuori dal finestrino nonostante Popof le provi tutte per rubargli lo scettro e Basti Grub che probabilmente avanzava dello spazio nella scatola e l'hanno infilato così a caso, visto che in un mondo normale roba così non la stampano neanche sotto tortura.
Ah e poi c'è Maurizio, ma a Maurizio che gli vuoi dire, è una leggenda e ha avuto i suoi problemi, ormai non è che si possa pretendere chissà che.
(E cmq la sua traccia giusto per fare della tappetistica ha il suo fottutissimo perchè, eh, averne di tracce così...poi penso che a suonarla in un orario diverso dalle 10 di mattina son pomodori garantiti, ma questo è un'altro discorso).
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sabato 29 maggio 2010
martedì 26 maggio 2009
Cocoon Compilation I
Ormai è una tradizione da cui non si scappa, come il pranzo di natale coi parenti, con la differenza che a natale coi parenti ci si diverte: ogni estate, puntuale come il fisco, arriva il cofanettone da sei dischi colorati di papa Sven, quest'anno di un imbarazzante arancione Walls.
Come ogni anno, infatti, herr Vath ha raccolto i nomi più in vista del panorama techno mondiale più qualche nome nuovo che si ritrova la strada spianata da un'apparizione così blasonata e qualche relitto da tirar fuori dal dimenticatoio, tirando fuori, quando va di lusso, una traccia bella, un paio suonabili e una serie di cagate che si fa in fretta a capire perchè non siano state stampate altrove.
Quest'anno abbiamo, per la categoria "nomi in vista" i vari Johnny D, Guillaume & The coutu dumonts, Radio Slave, Chymera, i Kollektiv Turmstrasse e Lauhaus, per la categoria "nuove proposte" (ma nemmeno troppo nuove) un tal EMT, Tim Green & Emerson Todd e Kabuto & Koji e per la categoria "superospiti live from ospizio" il graditissimo ritorno di Secret Cinema, quello così così di Gaiser e quello molto meno gradito di Timo Maas, che poi in realtà le scene non le aveva mai abbandonate, visto che tanto le tracce gliele fa il prolificissimo Martin Buttrich.
La vera particolarità di quest'anno, però, è che con un lavoro certosino di ricerca nei rispettivi cataloghi, papa Sven è riuscito a tirar fuori una traccia brutta da ciascun produttore: ti aspetti un bel groovone da Johnny D e invece arrivano dei bonghetti senza personalità, ti aspetti gli arpeggioni da mani al cielo da Chymera e la traccia (orrore!) ha il bassone a forma di peto, ti aspetti house di classe da Guillaume & The coutu dumonts e invece trovi una trombaccia fiacchissima.
A salvare il pacco ci sono Lauhaus, con una traccia tutto sommato non troppo al di sotto dei suoi standard, ma che comunque pecca un po' di scarsa personalità e che in ogni caso non vale i SESSANTA euro del paccone, e forse forse pure Radio Slave, la cui traccia però pare un po' un loop da N minuti.
Morale, i miei SESSANTA euro Sven se li scorda, come al solito, ma mi sa proprio che a sto giro si scorda pure l'acquisto del cd e anche lo sbattimento per procurarmi le singole tracce in qualche altra maniera.
Come ogni anno, infatti, herr Vath ha raccolto i nomi più in vista del panorama techno mondiale più qualche nome nuovo che si ritrova la strada spianata da un'apparizione così blasonata e qualche relitto da tirar fuori dal dimenticatoio, tirando fuori, quando va di lusso, una traccia bella, un paio suonabili e una serie di cagate che si fa in fretta a capire perchè non siano state stampate altrove.
Quest'anno abbiamo, per la categoria "nomi in vista" i vari Johnny D, Guillaume & The coutu dumonts, Radio Slave, Chymera, i Kollektiv Turmstrasse e Lauhaus, per la categoria "nuove proposte" (ma nemmeno troppo nuove) un tal EMT, Tim Green & Emerson Todd e Kabuto & Koji e per la categoria "superospiti live from ospizio" il graditissimo ritorno di Secret Cinema, quello così così di Gaiser e quello molto meno gradito di Timo Maas, che poi in realtà le scene non le aveva mai abbandonate, visto che tanto le tracce gliele fa il prolificissimo Martin Buttrich.
La vera particolarità di quest'anno, però, è che con un lavoro certosino di ricerca nei rispettivi cataloghi, papa Sven è riuscito a tirar fuori una traccia brutta da ciascun produttore: ti aspetti un bel groovone da Johnny D e invece arrivano dei bonghetti senza personalità, ti aspetti gli arpeggioni da mani al cielo da Chymera e la traccia (orrore!) ha il bassone a forma di peto, ti aspetti house di classe da Guillaume & The coutu dumonts e invece trovi una trombaccia fiacchissima.
A salvare il pacco ci sono Lauhaus, con una traccia tutto sommato non troppo al di sotto dei suoi standard, ma che comunque pecca un po' di scarsa personalità e che in ogni caso non vale i SESSANTA euro del paccone, e forse forse pure Radio Slave, la cui traccia però pare un po' un loop da N minuti.
Morale, i miei SESSANTA euro Sven se li scorda, come al solito, ma mi sa proprio che a sto giro si scorda pure l'acquisto del cd e anche lo sbattimento per procurarmi le singole tracce in qualche altra maniera.
A sto giro s'è parlato di:
cocoon compilation,
musica
giovedì 17 luglio 2008
Cocoon compilation h, un mese dopo
Ovvero, 'sorprendersi della propria maranzaggine'.
Qualche tempo fa avevo espresso giudizi, anche abbastanza articolati, sulla rituale compilation di casa vath, basandomi solo sulla tracklist e sui prelisten di decks.de; a circa un mese di distanza, è bello vedere come alcuni di quei giudizi sommari fossero centrati e altri sorprendentemente sbagliati.
Per dire: mai e poi mai avrei detto, e credo di non esser l'unico, che LA traccia del gruppo sarebbe stata quella di papa Sven e Roman Flugel...e invece la loro 'trashbindance' è un gran bel rotolone, semplicissimo eppure di gran effetto grazie a un lead con la ritmica bella lunga che quindi da una bella sensazione di varietà e con un paio di ripartenze davvero ben studiate.
La cosa, a pensarci bene, fa veramente strano: papa Sven non è mai stato famoso come produttore, anzi, le sue tracce nelle Cocoon Compilation vecchie facevano veramente ribrezzo, e allo stesso modo Roman Flugel, pur avendo alle spalle una carriera lunghissima sia da solo che come metà degli Alter Ego negli ultimi anni (da Gets Noch, anch'essa parte di una Cocoon Compilation, in poi) ha sfornato una maranzata dietro l'altra, per cui dall'accoppiata non mi aspettavo altro che una sequela di peti e cacofonie assortite...in realtà la traccia, pur non essendo comunque il massimo della raffinatezza, ha un gran tiro ed entra in testa quasi immediatamente, per cui è a buon diritto la mia preferita del pacchetto.
Piacevolissime conferme invece la traccia di Tolga Fidan, in gran forma ultimamente, che ha sfornato un bel neohouse estivissimo e melodico dal successo garantito e quella di Joris Voorn, eccezionalmente cupo e carico di bassate, mentre un'altra sorpresa è la traccia di Gui Boratto, che per una volta lascia perdere le electrate del cazzo e confeziona un delizioso neo-Detroit che suona quasi Aril Brikha nel suo essere melodico e più da ascolto che da pista.
Note dolenti il solito terzinato, a sto giro colpa di Mark August, che non si capisce perchè Sven includa praticamente tutti gli anni e che abbassa notevolmente il livello medio, ma soprattutto la traccia di Raudive aka Oliver Ho, che è praticamente "ho passato un pomeriggio a fare una cassa secchissima ma poi avevo finito le idee e quindi nella traccia non c'è nient'altro"...ad ogni modo, nelle Cocoon Compilation ci sono sempre state almeno un paio di tracce veramente brutte, per cui anche questa non fa eccezione: le tracce belle però, a sto giro sono piuttosto carine, per cui sto seriamente meditando l'acquisto, ovviamente del cd, visto che i 56 euro di scatolotto da 6 vinili colorati mi paiono proprio eccessivi.
Qualche tempo fa avevo espresso giudizi, anche abbastanza articolati, sulla rituale compilation di casa vath, basandomi solo sulla tracklist e sui prelisten di decks.de; a circa un mese di distanza, è bello vedere come alcuni di quei giudizi sommari fossero centrati e altri sorprendentemente sbagliati.
Per dire: mai e poi mai avrei detto, e credo di non esser l'unico, che LA traccia del gruppo sarebbe stata quella di papa Sven e Roman Flugel...e invece la loro 'trashbindance' è un gran bel rotolone, semplicissimo eppure di gran effetto grazie a un lead con la ritmica bella lunga che quindi da una bella sensazione di varietà e con un paio di ripartenze davvero ben studiate.
La cosa, a pensarci bene, fa veramente strano: papa Sven non è mai stato famoso come produttore, anzi, le sue tracce nelle Cocoon Compilation vecchie facevano veramente ribrezzo, e allo stesso modo Roman Flugel, pur avendo alle spalle una carriera lunghissima sia da solo che come metà degli Alter Ego negli ultimi anni (da Gets Noch, anch'essa parte di una Cocoon Compilation, in poi) ha sfornato una maranzata dietro l'altra, per cui dall'accoppiata non mi aspettavo altro che una sequela di peti e cacofonie assortite...in realtà la traccia, pur non essendo comunque il massimo della raffinatezza, ha un gran tiro ed entra in testa quasi immediatamente, per cui è a buon diritto la mia preferita del pacchetto.
Piacevolissime conferme invece la traccia di Tolga Fidan, in gran forma ultimamente, che ha sfornato un bel neohouse estivissimo e melodico dal successo garantito e quella di Joris Voorn, eccezionalmente cupo e carico di bassate, mentre un'altra sorpresa è la traccia di Gui Boratto, che per una volta lascia perdere le electrate del cazzo e confeziona un delizioso neo-Detroit che suona quasi Aril Brikha nel suo essere melodico e più da ascolto che da pista.
Note dolenti il solito terzinato, a sto giro colpa di Mark August, che non si capisce perchè Sven includa praticamente tutti gli anni e che abbassa notevolmente il livello medio, ma soprattutto la traccia di Raudive aka Oliver Ho, che è praticamente "ho passato un pomeriggio a fare una cassa secchissima ma poi avevo finito le idee e quindi nella traccia non c'è nient'altro"...ad ogni modo, nelle Cocoon Compilation ci sono sempre state almeno un paio di tracce veramente brutte, per cui anche questa non fa eccezione: le tracce belle però, a sto giro sono piuttosto carine, per cui sto seriamente meditando l'acquisto, ovviamente del cd, visto che i 56 euro di scatolotto da 6 vinili colorati mi paiono proprio eccessivi.
A sto giro s'è parlato di:
cocoon compilation,
musica
mercoledì 7 maggio 2008
Cocoon Compilation H
Ok, Sven Vath bollito, Cocoon etichetta commerciale, blablabla.
Esaurite le esternazioni diventate ormai di rito quando si parla di Cocoon, possiamo parlare dell'edizione 2008 dell'annuale scatolotto da 6LP colorati che a parole tutti schifano ma che poi gira e rigira lo ritrovi in un sacco di borse di dischi (magari in versione cd perchè 60 euro per lo scatolotto di vinili pare eccessivo).
Andiamo al contrario, prima la tracklist:
01 Cassy Britton - a Plea for Me
02 Joris Voorn - Deep Side of the Moog
03 Raudive - Tempo
04 Väth vs. Flügel - Trashbindance
05 Simon Baker - U
06 Len Faki - Death by House
07 Dubfire vs. Huntemann - Diablo
08 Tolga Fidan - Us and Them
09 Gui Boratto - Golden Axe
10 Efdemin - Float
11 Mark August - 3 of a Kind
12 Matt Star - Am I Dreaming
C'è la solita miscela di artisti di lungo corso, tipo Dubfire & Huntemann, che magari per la legge "meno per meno fa più" messi assieme fanno qualcosa di meglio delle cagate che fanno da soli, rispettivamente minimalate banali e scoreggioni clamorosi, o tipo Raudive e Len Faki da cui ci si può aspettare sia perle che porcate, quindi stimolano la curiosità.
Ci sono due dei newcomer più in vista della passata stagione, ossia Tolga Fidan e Simon Baker; mi aspetto molto soprattutto dal primo, di cui ho sentito un live set scaricato dal sito Vakant che merita veramente molto.
Devo ancora sentire le tracce (qui ci sono i prelisten, ma sono solo in realaudio :( ), ma quelle da cui mi aspetto di più sono quelle di Joris Voorn, che di solito non delude, e di Efdemin, che per me ha del potenziale da sleeper hit; ad ogni modo, quello che mi sento di poter affermare con un buon grado di certezza è che di solito le Cocoon Compilation hanno una massimo due tracce valide, e penso proprio che non sarà quella di papà Sven, che di solito fa cose al limite dell'imbarazzante.
Cmq, il 23 maggio al Cocoon a Frankfurt c'è il party di lancio della compilation con Voorn, Dubfire, Simon Baker e Matt Star...sarà un indizio per capire quali sono le tracce su cui punta forte Sven come possibili hit?
L'uscita ufficiale della compilation invece è prevista per fine giugno, quindi c'è ancora da aspettare un bel po' per averla sullo scaffale assieme alle altre...
(Fonte: ResidentAdvisor)
Esaurite le esternazioni diventate ormai di rito quando si parla di Cocoon, possiamo parlare dell'edizione 2008 dell'annuale scatolotto da 6LP colorati che a parole tutti schifano ma che poi gira e rigira lo ritrovi in un sacco di borse di dischi (magari in versione cd perchè 60 euro per lo scatolotto di vinili pare eccessivo).
Andiamo al contrario, prima la tracklist:
01 Cassy Britton - a Plea for Me
02 Joris Voorn - Deep Side of the Moog
03 Raudive - Tempo
04 Väth vs. Flügel - Trashbindance
05 Simon Baker - U
06 Len Faki - Death by House
07 Dubfire vs. Huntemann - Diablo
08 Tolga Fidan - Us and Them
09 Gui Boratto - Golden Axe
10 Efdemin - Float
11 Mark August - 3 of a Kind
12 Matt Star - Am I Dreaming
C'è la solita miscela di artisti di lungo corso, tipo Dubfire & Huntemann, che magari per la legge "meno per meno fa più" messi assieme fanno qualcosa di meglio delle cagate che fanno da soli, rispettivamente minimalate banali e scoreggioni clamorosi, o tipo Raudive e Len Faki da cui ci si può aspettare sia perle che porcate, quindi stimolano la curiosità.
Ci sono due dei newcomer più in vista della passata stagione, ossia Tolga Fidan e Simon Baker; mi aspetto molto soprattutto dal primo, di cui ho sentito un live set scaricato dal sito Vakant che merita veramente molto.
Devo ancora sentire le tracce (qui ci sono i prelisten, ma sono solo in realaudio :( ), ma quelle da cui mi aspetto di più sono quelle di Joris Voorn, che di solito non delude, e di Efdemin, che per me ha del potenziale da sleeper hit; ad ogni modo, quello che mi sento di poter affermare con un buon grado di certezza è che di solito le Cocoon Compilation hanno una massimo due tracce valide, e penso proprio che non sarà quella di papà Sven, che di solito fa cose al limite dell'imbarazzante.
Cmq, il 23 maggio al Cocoon a Frankfurt c'è il party di lancio della compilation con Voorn, Dubfire, Simon Baker e Matt Star...sarà un indizio per capire quali sono le tracce su cui punta forte Sven come possibili hit?
L'uscita ufficiale della compilation invece è prevista per fine giugno, quindi c'è ancora da aspettare un bel po' per averla sullo scaffale assieme alle altre...
(Fonte: ResidentAdvisor)
A sto giro s'è parlato di:
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musica,
sven vath
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