Stefan Goldmann è un produttore che mi piace, ho diversi dischi suoi e sono tutti di ottimo livello su alcune delle mie etichette preferite, tipo la Perlon o la Ovum.
E' anche un ottimo dj, ricordo di averlo sentito al Gamma al compleanno di Gandalf qualche tempo fa e mi ricordo un set molto molto ben fatto.
Quello che non sapevo è che Stefan Goldmann ha anche delle idee estremamente interessanti sullo stato attuale del music business, che le sa esporre molto bene, e che le si può trovare in questo articolo pubblicato da Littlewhiteearbuds, che lo traduce dall'originale pubblicato in tedesco su Silo.
La sua idea, simile a quella che espone Simon Reynolds in Retromania (di cui ho parlato qui), è che la democratizzazione dell'accesso alla produzione musicale degli ultimi anni abbia abbattuto drasticamente il livello qualitativo della musica, facendo sì che nessuno produca più musica che valga la pena ascoltare ma che la stragrande maggioranza del mercato musicale si riduca a roba valida giusto per il tempo di un "Save as"; secondo lui, la strada da percorrere per uscire da questa spirale è andare intenzionalmente nella direzione opposta a quella del mercato, per esempio musicando i balletti come ha fatto lui, in modo da ottenere molta più soddisfazione artistica e da generare molta più hype che spammando le proprie release su tutti i social network del mondo.
Condivisibile o no, è una lettura estremamente interessante, soprattutto nella parte finale in cui parla della necessità di mantenere un day job per sopravvivere contrapposta al bisogno di dedicarsi fulltime alla musica per riuscire a cavarne qualcosa di interessante; mi piacerebbe molto approfondire il discorso con lui e con chiunque fosse interessato, ed è solo uno dei tantissimi spunti di discussione che si possono ricavare dall'articolo di Stefano Goldmanni.
Buona lettura :)
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lunedì 12 dicembre 2011
Stefan Goldmann: Everything popular is wrong
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giovedì 3 gennaio 2008
David Byrne sul music business
Illuminante articolo di David Byrne su Wired che descrive i possibili modelli di business applicati al mercato musicale dal punto di vista degli artisti e come possono evolvere per riflettere l'evoluzione verso il digitale del mercato, in ottica post-In rainbows.
"Ultimately, all these scenarios have to satisfy the same human urges: What do we need music to do? How do we visit the land in our head and the place in our heart that music takes us to? Can I get a round-trip ticket?
"Ultimately, all these scenarios have to satisfy the same human urges: What do we need music to do? How do we visit the land in our head and the place in our heart that music takes us to? Can I get a round-trip ticket?
Really, isn't that what we want to buy, sell, trade, or download?"
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