La storia che noi italiani siamo i migliori doppiatori del mondo ormai è definitivamente diventata una cazzata: a parte che la concorrenza non è niente di che, visto che nei paesi civili film e telefilm si vedono in originale sottotitolato con implicazioni sociologiche non di poco conto (tipo che un po' ovunque il cittadino medio parla un inglese almeno decente tranne qui e in Francia, dove guardacaso i film vengono doppiati), negli ultimi tempi traduzione, adattamento e doppiaggio, soprattutto delle serie, rasentano l'atrocità più totale.
Sull'aberrazione compiuta con Lost, con Sayid che invece che come un iracheno parla come Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo e l'intercalare di Hurley, "dude", tradotto con un improbabile "coso" mi sono già espresso...a sto giro il casus belli è The big bang theory, di cui ho parlato in termini entusiastici in altri post.
La versione originale fa letteralmente ammazzare dal ridere, soprattutto a continui riferimenti e prese in giro alla sottocultura nerd e al linguaggio estremamente originale di Sheldon, uno dei protagonisti...la versione italiana, invece...semplicemente, non fa ridere.
Si percepisce in maniera evidente, grazie alla perfezione dei tempi comici degli attori, il momento in cui si dovrebbe ridere, ma la sensazione generale è più "huh?"
Tanto per capirci, un esempio, preso da questo esaurientissimo post:
Leonard: I think we should be good neighbors and invite her over, make her feel welcome.
Sheldon: We never invited Louie-slash-Louise over.
Leonard: And that was wrong of us. We need to widen our circle.
Sheldon: I have a very wide circle. I have 212 friends on MySpace.
Leonard: Yes, and you’ve never met one of them.
Sheldon: That’s the beauty of it.
Leonard: I’m gonna invite her over. We’ll have a nice meal and… chat.
Sheldon: Chat? We don’t chat. At least not offline.
Leonard: It’s not difficult. You just listen to what she says and then you say something appropriate in response.
Sheldon: To what end?
E' uno dei dialoghi della prima puntata: è appena arrivata Penny, la vicina di casa gnocca che sconvolte l'equilibrio dei protagonisti, al posto del travestito ciccione che c'era prima, e Leonard e Sheldon si chiedono se sia il caso di farci amicizia...in italiano diventa:
Leonard: Dobbiamo essere dei bravi vicini, farla sentire a suo agio a casa nostra.
Sheldon: Non invitavamo mai il pachiderma che abitava lì prima.
Leonard: Infatti è stato un grosso errore, dobbiamo fare delle nuove amicizie.
Sheldon: Ti pregherei di guardare più in là del tuo pianerottolo. Io ho gia’ 210 amici nel mio sito.
Leonard: Peccato tu non ne abbia mai incontrato uno.
Sheldon: Io direi che questa è la parte migliore.
Leonard: Beh, io invece la voglio invitare. Per mangiare e… per parlare.
Sheldon: Per parlare? E dire: ciao, come va, bene, ciao?
Leonard: Non arrenderti alle prime difficoltà, in fondo, per lei siamo due sconosciuti che hanno l’arduo compito di metterla a suo agio.
Sheldon: Fino a che punto?
A me qui pare evidente il desiderio di rendere il dialogo molto più nazionalpopolare, alla portata della casalinga di Voghera che, secondo l'eretico adattatore non ha idea di cosa sia MySpace, e fin qui ci può stare, volendo essere molto pessimisti, ma la battuta sui nerd che preferiscono chattare online che offline non mi pareva così ostica.
Morale, con l'intento di rendere The big bang theory una serie alla portata di tutti si è scelto un adattamento che ne stravolge quasi completamente la natura, allontanando completamente il target principale a cui la serie si rivolge, il che probabilmente porterà a risultati terrificanti in termini di Auditel, un po' come è successo con Heroes, che qui non si è cagato nessuno anche per scelte terrificanti in fase di adattamento e doppiaggio.
Quando mi trovo davanti a fenomeni di questo tipo, l'unica reazione che riesco ad avere è "per fortuna c'è bittorrent"; per quanto mi riguarda la televisione intesa "all'italiana" ha più di un piede nella fossa, se non per programmi trash tipo i reality che val la pena guardare solo per ridere dell'intristimento dell'italiano medio.