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domenica 6 luglio 2008

Regali che contano

Fatto noto: fare un regalo non è mica così banale e dice un sacco su quello che pensi del destinatario.

Dice quanto il mittente aveva voglia di sbattersi a cercare qualcosa per te che lo ricevi e quanto il mittente ti conosca bene e sappia interpretare i tuoi gusti.

Ora, regalare un disco a un dj può sembrare una stronzata, visto che ne ha tanti, eppure ci sono poche cose al mondo che ci fa più piacere ricevere, perchè nella propria collezione ogni disco è associato a uno o più ricordi, e un disco regalato ne ha sicuramente di positivi.

Tra i dischi regalati che conservo con più affetto ci sono una copia di Higher state of consciousness di Wink, regalata (e firmata) da Etoy la sera del nostro primissimo party al Cantiere, praticamente la sera in cui è nato Beatbank e il primo disco di Naph, pure quello firmato, con tanto di dedica, ma soprattutto, fino a ieri, c'era questo:


Non c'entra assolutamente un cazzo con quello che suono, ma lo considero uno dei pezzi più pregiati della mia collezione, sia perchè è effettivamente un capolavoro che perchè è un souvenir di un viaggio a Londra di Silvia, il che, come detto, gli conferisce un valore ulteriore oltre a quello musicale e collezionistico.

Fino a ieri era lui il disco col maggior valore affettivo sui miei scaffali, ma da ieri è stato soppiantato da lui:


Dicevo che un regalo dice molto su chi lo fa: se qualcuno si sbatte a cercare delle copie intatte di un disco di 20 anni fa e non ne trova solo una, ma ne cerca pure un'altra perchè la prima non è perfetta, e poi ne cerca pure una terza perchè è un'altra versione con dietro un remix di Big Fun, beh...io non ho veramente parole, ecco.

(Che poi venerdì vado a sentirlo, Saunderson, e almeno una copia me la faccio firmare, così raggiungo il massimo possibile immaginabile del valore affettivo :))