Il doppio cd uscito lo scorso novembre su Ministry of sound, infatti, è praticamente quello che dovrebbe stare sul vocabolario alla voce "soulful house", visto che "soulful house" è tutto e solo quello che si trova nel doppio mixato: armonie, sax, pianoforti, occasionalmente qualche bongata, un po' di echi jazzeggianti e di coda lunga della disco e soprattutto cantati, tanti cantati.
Già solo il fatto che la prima traccia, che determina un po' l'andamento di tutto il primo cd, sia di Whitney Houston (in un remix di personaggi di scarso calibro come Dave Morales e "Jellybean" Benitez) la dice lunga su quello che succederà nel paio d'ore o poco più seguenti, che mettono in fila una serie di anthems del party domenicale gestito tuttora a Nuovaiorche dai tre figuri di cui sopra: c'è dei nomi noti ancora oggi, come Vince Watson e Henrik Schwarz, nomi assurti al rango di leggende come Larry Levan e gli 808 state e della gente che parrebbe c'entri più no che si tipo Lisa Stansfield o James Brown e che invece poi sentiti contestualizzati all'interno del mixato, pensa te.
La cosa che stupisce davvero, però, è che in questi tempi di poppizzazione dell'EDM underground, in cui i vocal e le linee di synth lunghe e strutturate non sono più un tabù, molti di questi dischi storici di metà anni novanta o giu di lì hanno più di qualcosa che li fa suonare ancora attuali e che non li farebbe sfigurare in un set dei Visionquest o dei Tale of us.
Morale, ascolto più che consigliatissimo, sia per chi voglia farsi spiegare dai maestri del genere cosa significhi davvero "soulful house", sia come fonte di ispirazione per cose magari dimenticate ma che sono suonabilissime ancora oggi, ma soprattutto perchè è un gran bel doppio cd.
Accattatevillo.




