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mercoledì 4 gennaio 2012

Body & Soul - 15 years

Potremmo farla finita subito, in meno di una riga, dicendo "una compilation di Kevorkian, Claussell e Danny Krivit celebrativa dei 15 anni del loro party a NYC" e già sarebbe più che sufficiente a spiegare, in poche parole, di cosa si tratta qui oggi, ma noi si è prolissi e si vuole articolare maggiormente.

Il doppio cd uscito lo scorso novembre su Ministry of sound, infatti, è praticamente quello che dovrebbe stare sul vocabolario alla voce "soulful house", visto che "soulful house" è tutto e solo quello che si trova nel doppio mixato: armonie, sax, pianoforti, occasionalmente qualche bongata, un po' di echi jazzeggianti e di coda lunga della disco e soprattutto cantati, tanti cantati.

Già solo il fatto che la prima traccia, che determina un po' l'andamento di tutto il primo cd, sia di Whitney Houston (in un remix di personaggi di scarso calibro come Dave Morales e "Jellybean" Benitez) la dice lunga su quello che succederà nel paio d'ore o poco più seguenti, che mettono in fila una serie di anthems del party domenicale gestito tuttora a Nuovaiorche dai tre figuri di cui sopra: c'è dei nomi noti ancora oggi, come Vince Watson e Henrik Schwarz, nomi assurti al rango di leggende come Larry Levan e gli 808 state e della gente che parrebbe c'entri più no che si tipo Lisa Stansfield o James Brown e che invece poi sentiti contestualizzati all'interno del mixato, pensa te.



La cosa che stupisce davvero, però, è che in questi tempi di poppizzazione dell'EDM underground, in cui i vocal e le linee di synth lunghe e strutturate non sono più un tabù, molti di questi dischi storici di metà anni novanta o giu di lì hanno più di qualcosa che li fa suonare ancora attuali e che non li farebbe sfigurare in un set dei Visionquest o dei Tale of us.

Morale, ascolto più che consigliatissimo, sia per chi voglia farsi spiegare dai maestri del genere cosa significhi davvero "soulful house", sia come fonte di ispirazione per cose magari dimenticate ma che sono suonabilissime ancora oggi, ma soprattutto perchè è un gran bel doppio cd.

Accattatevillo.





martedì 29 dicembre 2009

Strictly Rhythm - 20 years, remixed

E' facile fare i segaioli intellettuali ed entusiasmarsi per la compilation del ventennale della Warp che racchiude il meglio delle masturbazioni indiesnob della storia dell'elettronica, come è altrettanto facile fare quelli così avanti a tutti i costi da sembrare indietro ed emozionarsi per quella dei cinque anni di Hyperdub che propone le solite loffate in salsa berlingiamaicana; qui su queste paggine invece la snobberia non è di casa (almeno, non quella indie) e ci si emoziona per questo:



La figlia figa della Defected compie 20 anni e per festeggiare fa remixare tutti i suoi hittoni storici a gente tipo Michel Cleis, Henrik Schwarz, Mark Knight e Jesse Rose, che se a noi ggiòvani possono sembrare produttori ormai di lungo corso per la lunga storia della Strictly Rhythm sono gli ultimi pischelli appena arrivati.

La verabbomba, però, è che nella tracklist (gentilmente offerta dal solito RA) ci sono un sacco di tracce che fanno parte della mia infanzia&adolescenza molto più di quelle del catalogo Warp e che, all'epoca, non sapevo assolutamente fossero uscite su Strictly Rhythm, avendole conosciute attraverso licenze stratificate che le portavano all'uscita diretta sul mercato italiano: per dire, io penso Strictly Rhythm e mi viene in mente "Higher state of consciousness", o "The cure and the cause" di Fish go deep (che probabilmente nella compilation non c'è perchè il remix di Dennis Ferrer è insuperabile), non "I like to move it move it" o "King of my castle", e invece Strictly Rhythm è anche questo, è coniugare la classe con la semplicità spesso sottovalutata della megahit.

01. River Ocean feat. India - Love & Happiness (Yemaya Y Ochùn) (Michel Cleis 'Floreo' Remix)
02. Photon Inc. feat. Paula Brion - Generate Power (Jimpster Main Mix)
03. Armand Van Helden - Witch Doktor (Eddie Thoneick Remix)
04. Hardrive - Deep Inside (Jesse Rose Play Prime Mix)
05. Reel 2 Real feat. The Mad Stuntman - I Like to Move It (Klaas Remix)
06. Aly-Us - Follow Me (Fred Everything & Olivier Desmet SF Vocal)
07. Sir James - Special (Bingo Players Remix)
08. The Believers - Who Dares to Believe in Me? (Martijn ten Velden Remix)
09. Wamdue Project - King of My Castle (Nicola Fasano & Steve Forest Mix)
10. Lil' Mo' Yin Yang - Reach (Mark Knight Remix)

CD2
01. South Street Player - (Who?) Keeps Changing Your Mind (Daniel Bovie & Roy Remix)
02. Ultra Nate - Free (Bob Sinclar Remix)
03. Wink - Higher State of Consciousness (Dirty South & TV Rock Club Mix)
04. Da Mongoloids - Spark Da Meth (ATFC's Wildstyle Remix)
05. Mass Syndicate feat. Su Su Bobien - You Don't Know (MuthaFunkaz 2009 Tribute Mix)
06. Phuture - Rise from Your Grave (Tiefschwarz Remix)
07. Barbara Tucker - I Get Lifted (David Tort Remix)
08. Underground Solution feat. Jasmine - Luv Dancin (Harry Choo Choo Romero's Bambossa Remix)
09. Logic - The Warning (Claude Monnet & Torre Bros Main Mix)
10. Code 718 - Equinox (Henrik Schwarz Remix)

(Tra l'altro, esce giusto il giorno prima del mio compleanno, quindi se qualcuno non avesse idee regalo....)

domenica 1 novembre 2009

La GU nuova di James Lavelle

L'ho aspettata con ansia, mi sono procurato una preview copy appena possibile e dopo neanche 20 minuti di ascolto del primo cd avevo già ordinato l'edizione limited su play.com, all'abbordabilissima cifra di quattordici euro e novanta shipping included.




Bastano le prime quattro-cinque tracce del primo cd, infatti, a capire che siamo di fronte a una perla: già l'intro ci anticipa che tipo di esperienza sarà, con una voce sintetica che dice "When you listen to James Lavelle, use earphones in the dark": il primo cd, infatti, è un viaggio oscuro e cupo nei meandri della neotrance, che a differenza del porcaio su-le-mani tutto arpeggioni e pause strappalacrime da cui prende il nome è in grado di esplorare in maniera più vasta lo spettro delle emozioni umane, includendo anche il lato oscuro che Lavelle dimostra di dominare alla perfezione.
Se le prime tracce del primo cd infatti spengono la luce dell'ascolto cosciente a colpi di ambient alla Unkle, basta un attimo, un giro di percussioni sbilenche e un synth immediatamente identificabile a gettare una saetta luminosa nelle orecchie:



Da qui in poi, il buio in cui Lavelle ci accompagna è un buio accogliente e rilassante, come quello di una cameretta in cui ci si addormenta sotto il piumone dopo una giornata faticosa, ma punteggiato di luci come un cielo stellato, che a intervalli regolari impediscono di perdere del tutto conoscenza come succede di solito ascoltando gli Unkle: il remix di "Life2live" di Layo e Bushwacka! e soprattutto la traccia degli Ame con Dixon e Derrick Carter, con un groove appena accennato ma che in mezzo alle atmosfere rarefatte e ambientose sembra tiratissimo, servono proprio a ricordarci che non stiamo ascoltando un album Psyence fiction o Never never land ma un mixcd (teoricamente) registrato in un club, con dei suoni che probabilmente sentiti a mattina inoltrata farebbero venire le visioni senza bisogno di sostanze chimiche.

Il secondo cd, purtroppo, rispetta le previsioni tanto quanto il primo: il discorso è sempre "siamo in un club, non siamo in studio", per cui Giacomo Lavelli pigia forte sull'acceleratore, perdendo un po' della classe cristallina che lo contraddistingue ma dimostrando comunque di essere un superstar dj e di sentirsi a suo agio non solo con l'ambientosità ma anche con la legna, facendo una cosa che da uno come lui non ti aspetteresti mai: un mixato di minimal techno pimpumpam di quelli che anche se sai che non è cosa e cerchi di darti un tono e pensare "cazzo no dai non posso, Dubfire è un maranza" poi non ci riesci e la testa la scuoti lo stesso e ti fomenti pure un po', ma solo quando sei da solo e non ti vede nessuno.

Pare si mettano d'accordo, i signori delle compilation seriali: il Fabric annuncia Martyn, di cui a me non potrebbe fregare di meno, a chiudere una serie non felicissima con Claude Von stroke che bleah, Jay Haze noioso, Radio Slave un po' anonimo e Magda che almeno dalla tracklist dovrebbe essere la migliore delle quattro, e allora il signor GU riemerge dall'abisso di mestizia in cui era finito con la tremenda compilation di Felix da Housecat regalandoci questa perla.

Acquisto consigliato a grandi e piccini, ma occhio: il primo non è assolutamente adatto all'ascolto in macchina, visto l'effetto psicotropo...io credo la terrò in casa assieme alle altre, ma in macchina proprio non me la sento di portarla.

mercoledì 28 ottobre 2009

Bart Skils - Voltt 01

Ci sono mixcd che vanno comprati non solo perchè sono belli, ma perchè fotografano un momento storico della ruota che gira dell'evoluzione musicale, perchè risentiti anni dopo ti ricordano con precisione cosa sentivi in quel momento, facendo riaffiorare magari anche qualche ricordo di party o situazioni particolari.

L'anno scorso era successo così col Fabric di Luciano, che era praticamente un'istantanea del set, sempre uguale, che il baffuto cileno proponeva nel 2008 e che andava per la maggiore; quest'anno nonostante (finalmente) si respiri un'aria molto più variegata rispetto al periodo del boom minimale il filone che attualmente domina i miei ascolti e i miei cuoricini su last.fm è quello olandese.

Ho già espresso varie volte il mio apprezzamento per la cricca di Amsterdam, non solo a livello puramente musicale ma anche perchè hanno saputo creare una scena completa, non solo con le etichette ma anche con un negozio di dischi, Outland records, e con un party, il Voltt appunto e il suo festival annuale Voltt loves summer: va da sè che all'uscita della prima compilation del Voltt mixata dal boss di casa Bart Skils non sono proprio riuscito a lasciarla nei magazzini di decks.de.



Come era più che lecito aspettarsi, la tracklist è composta per la quasi totalità da tracce uscite su 100% pure, Remote Area/Area Remote, Intacto e altre etichette olandesi: a fare eccezione c'è giusto un remix di Nick Curly e pochissimo altro.

Sempre come era prevedibile, il buon Bartolomeo piazza qua e là anche un po' di farina del proprio sacco, sia da solo che col compare Anton Pieete, col quale regala uno degli highlight del cd, l'eccellente remix di "The feelin'" di Pitto; tra le altre perle, proprio quel remix di Nick Curly su Spencer Parker, ma anche Mamdaye dell'ottimo Julien Chaptal ormai praticamente olandese d'adozione e soprattutto uno dei migliori dischi dell'anno, il Remote Area di Alex Celler che ho sentito per la prima volta in marzo, in un live del Time warp, e che non mi ha ancora stufato (e che infatti compare spesso e volentieri nella mia orchestrina settimanale).

Morale, tutto il cd scorre perfettamente, senza particolari eclettismi ma con una linea impeccabile e con uno stile ben definito, quello olandese appunto, fatto di funkettonismi, vocal frifri ma non troppo insistiti e sound design sempre molto curato (anche perchè lo fa quasi sempre la stessa persona, 2000 and one che è anche responsabile del mastering del cd), col bassone bello pieno e le percussioni croccanti.

Con ogni probabilità, come tutti i mixcd molto focalizzati, non invecchierà troppo bene e risentito tra un po' suonerà già datato, ma per ora me lo godo con piacere e poi rimane sempre valido per l'archivio come foto di quello che ascoltavo nel 2009.

mercoledì 5 agosto 2009

Fabric 48 - Radio Slave

"Fabric did it again", si conferma ancora una volta la compilation seriale più sul pezzo in questo momento storico, pisciando clamorosamente in testa alle Global underground che campano ancora di rendita dal periodo in cui Sasha era il figlio di Dio pur sfornando elettrate del cazzo (ma speriamo si ripiglino con la prossima di Lavelle): a sto giro hanno preso Matt Edwards aka Radio Slave a mixare una compilation, che più sul pezzo di così faccio fatica a immaginare.

La cosa fica della tracklist è che ci sono un sacco di Cabin fever, che è l'etichetta su cui Edwards stampa le sue personalissime mine da club, ma di piacevole c'è anche che scorrendo la tracklist ci sono nomi di ottima fama come Daniel Sanchez, Michel Cleis, Boola e 2000 and one, solo che poi controllando bene la tracklist si nota una riga che non doveva esserci...trova l'intruso:

01. Baeka - Right At It (Michel Cleis Deeper Remix)
02. Radio Slave - DDB // Cabin Fever
03. Radio Slave - I Don’t Need A Cure For This
04. Dance Disorder - My Time (Radio Slave’s Rekids Tribe Remix)
05. Brothers’ Vibe - Platter Sugar
06. Spencer Parker - The Beginning (Michel Cleis Remix)
07. Nina Kraviz - Pain In The Ass
08. DJ Boola - Balada Redo // Cabin Fever
09. Radio Slave - Koma Koma (Steve Lawler Remix)
10. Spencer Parker - My Heart (Daniel Sanchez Easy Noise Remix)
11. Michel Cleis ft. Totó La Momposina - La Mezcla
12. 2000 & One - Wan Poku Moro
13. Nate William’s Club Patrol 'Maximum Overload' (Roy’s Death Wish Mix)

Bastaaaaaa bastaaaaaaa non se ne può più di sentire La Mezclaaaaaa!!!!

pi, pi pi, piripiripiiii...

Terrificante.

La traccia 11 sarà uno skip garantito sul lettore cd, anche se il resto pare degno di nota.

lunedì 26 gennaio 2009

The lab 001 mixed by Loco Dice (Nrk)

Qui su queste pagine Loco Dice gode di una stima un po' migliore che nel resto della rete: di solito viene considerato, a scelta, o uno che spacca di cristo perchè è stato resident Circoloco o un pallido emulo di Villalobos e Luciano estremamente sopravvalutato per via della residenza suddetta, mentre in realtà secondo me ha tutto sommato una sua dignità come dj.

Il problema grosso del ggiovine algerino trapiantato a Dusseldorf, però, è che spesso e volentieri sembra essere soverchiato dalla fama di "dj che spacca di cristo perchè è stato resident" e suona molto al di sotto delle sue possibilità, costringendosi a menare più del necessario e uscendo dal proprio genere d'elezione, che in realtà è piuttosto tranquillo e ipnotico; se proprio si vuole trovare un punto debole al buon Dice, quindi, è sicuramente la sua tendenza a lasciarsi trasportare dall'aspettativa che pretende che spacchi di cristo e a finire a suonare senza personalità della technaccia minimaleggiante senza un perchè.

Per fortuna, la Nrk gli offre un'ottima occasione di riscatto, facendogli inaugurare una nuova serie di compilation e di suonare quello che gli piace, che lui stesso definisce “deep, groovy, chunky, driving, 123 Music for the terrace” : il risultato è un doppio cd tutto sommato niente male di cui, stando alla press release, il primo è più cupo e il secondo più housettone.

In realtà sappiamo un po' tutti che le press release sono mendaci, e il primo cd altro non è che una serie di minimalate invero piuttosto pallose che rispecchiano in pieno il mood "questa roba non mi fa impazzire ma la gente vuole che suoni così e pesco dischi a caso" di molti set di Dice, con giusto un paio di tracce che si salvano, tipo il suo (cioè, di Martin Buttrich) bellissimo remix per "Eclipse" di Onur Ozer e in generale qualche minivirtuosismo di loop che però interesserà solo i fan del Soundbite come me; il secondo cd, invece, è quello che vale il prezzo del biglietto.

Il Loco Dice che vorrei sempre sentire è proprio quello del secondo cd, classy e tranquillone da mattina inoltrata, quando il sole è già alto e non si ha mica voglia di fare troppa fatica perchè fa caldo, o perchè si viene da una nottata lunga e non è ancora ora di dormire; il Loco Dice che vorrei sempre sentire suona The Timewriter e Jay Haze, non Damian Schwartz e Ben Klock che pure mi piacciono molto, ma nei set di Dice c'entrano come i cavoli a merenda.

Morale, se trovate questa doppia compilation al prezzo di un cd solo vale la pena di comprarlo, visto che c'è anche un bel sottobicchiere in omaggio (il primo cd), altrimenti la rete pullula di luoghi invisi alle major ove procurarsi solo il secondo cd lasciando il primo dove merita.

martedì 13 gennaio 2009

Minimale di quella vera

Di questi tempi, se dici che suoni o ascolti minimale come minimo ti prendi dell'obsoleto, "zio guarda che la minimale non la suona più neanche lo zio Richie, ormai devi suonare aus" (lo dice pure Maxcar)

Dixon, Henrik Schwarz e gli Ame non fanno minimale, anzi, fanno house di qualità stratosferica da tempi non sospetti; siccome però sono dei grossi, vanno in controtendenza e pensano di pubblicare una compilation tributo agli inizi dei minimalismi in chiave techno, solo che "[we] had in mind the idea to put together a great minimal techno selection with stuff from the early '90s, which really inspired us, like Robert Hood, Dan Bell, Plastikman, Pansonic and Mike Ink to name a few. Whilst working on the project we had the feeling that there is so much more great and influential minimal music from way before the techno thing started", per cui il risultato finale dice così:

CD1: Mixed
01. Steve Reich & Pat Metheny - Electric Counterpoint - Fast (Movement 3) 
02. Etienne Jaumet - Repeat After Me (Âme Mix) 
03. Kenneth Bager - Fragment Eleven… The Day After Yesterday Pt.1 
04. Liquid Liquid - Lock Groove (Out) 
05. Cymande - For Baby Oh 
06. Patrick Moraz - Metamorphoses 1st Movement (Live) 
07. To Rococo Rot - Testfeld 
08. Mathematics - Blue Water 
09. I:Cube - Acid Tablet 
10. Ø - Atomit 
11. Conrad Schnitzler - Electrocon 11 
12. Green Pickles feat. Billy Lo & M. Pittman - Feedback 
13. La Funk Mob - Motor Bass Gets Phunked Up (Richie Hawtin's Electrophunk Mix) 
14. John Carpenter - The President Is Gone 
15. Yusef Lateef - The Three Faces Of Bala 
16. Robert Hood - Minus 
17. Raymond Scott - Bass-Line Generator 
18. Moondog - Invocation

CD2: Unmixed 
01. Conrad Schnitzler - Elektrocon 11 
02. Steve Reich & Pat Metheny - Electric Counterpoint - Fast (Movement 3) 
03. Liquid Liquid - Lock Groove (Out) 
04. To Rococo Rot - Testfeld 
05. Patrick Moraz - Metamorphoses 1st Movement (Live) 
06. Young Marble Giants - N.i.t.a 
07. Kenneth Bager - Fragment Eleven… The Day After Yesterday Pt.1 
08. Arthur Russell - Make 1, 2 
09. John Carpenter - The President Is Gone 
10. Robert Hood - Minus 
11. Raymond Scott - Bass-Line Generator 
12. Pyrolator - November Mühlheim 
13. Cymande - For Baby Oh 
14. Can - Sunday Jam

E la bava scorre copiosamente, sia per le cose note che per quelle conosciute solo di nome che per quelle ignote.

RA sostiene che tutto sto popò di roba uscirà su BBE il 23 febbraio, e noi lo si aspetta con ansia.

martedì 16 dicembre 2008

Le migliori compilation del 2008 secondo ResidentAdvisor

Quello che ho fatto io con gli album ieri, l'ha fatto anche RA, coi risultati di un sondaggio che ha coinvolto tutta la sua vastissima community; i risultati dicono così:

20. Carl Craig – Sessions
19. Adam Beyer - Fuse Presents...
18. VA - Circoloco @ DC10 - 10 Years Anniversary
17. Matthew Dear - Body Language Vol. 7
16. Dave Clarke - Back in the Box
15. Basic Channel - BCD-2
14. Stefan Goldmann - The Transitory State
13. Sascha Funke - Watergate 02
12. Wighnomy Brothers - Metawuffmischfelge
11. VA - Soundboy's Gravestone Gets Desecrated by Vandals
10. Andy Stott - Unknown Exception: Selected Tracks Vol. 1 (2004 - 2008)
09. Âme - Fabric 42
08. Robert Hood - Fabric 39
07. Gas - Nah und Fern
06. Luciano - Fabric 41
05. DJ /rupture - Uproot
04. Metro Area - Fabric 43
03. Appleblim - Dubstep Allstars: Vol. 06
02. Efdemin - Carry On, Pretend We're Not in the Room
01. Marcel Dettmann - Berghain 02

Condivido pienamente la prima posizione, visto che ho sentito a dovere la compilation di Dettmann ed è una gran enciclopedia del "nuovo" filone dub techno, allo stesso tempo di gran classe per piacere alle donne e movimentatissimo (che è un eufemismo per dire che Dettmann mena come un fabbro).

Molte delle compilation di cui parla RA non le ho ancora sentite a dovere, soprattutto quelle dubstep di cui credo che farò a meno, ma quelle che ho sugli scaffali, come quella di Matthew Dear o il sestuplo cd del Circoloco, sono veramente fighe; di quella technopop della Get Physical ho parlato in un altro post, mentre di quella di Raresh-Pedro-Rhadoo-Sossa-Tania Vulcano-Thomas Melchior-Mathias Tanzmann mi ero ripromesso di scrivere qualcosa ma non l'ho mai fatto, anche perchè non è banale raccontare sei cd in un post solo (comunque, giusto for the record, i due cd degli Arpiar sono i più brutti, i migliori sono quelli di Melchior e Tanzmann e quelli di Tania Vulcano e, soprattutto, di Sossa sono sorprendentemente belli).

Gravissima dimenticanza da parte mia nel post dei migliori album del 2007, invece, è la compilation dei Whignomy Brothers, metawummi-comecazzosichiama, che è un esempio di come aggiungere del valore a una compilation, rendendola un'opera d'arte anzichè una sequenza di tracce: fondamentalmente è lo stesso concept del DE9:Transitions di Richie Hawtin, "suoniamo 5 tracce per volta con l'accento su come limonano tra loro", però interpretato in chiave classy e IDM alla Whignomy bros...e il risultato è prevedibilmente un gioiello, tra beat spezzati e melodie strappalacrime, oltre al fatto che sentire "Les violons ivres" di Agoria in una compilation di Robag Wruhme e Monkey Maffia mi fa tornare in mente quando gliel'ho sentita suonare live, all'Awakenings 2007, in uno dei set migliori che abbia mai visto.

Di quelle che ci sono nella lista di RA ma che non ho ancora sentito, mi aspetto molto da quella di Efdemin su Curle, di cui ho letto la tracklist e mi piace già, oltre che dai due Fabric nuovi degli Ame e dei Metro area e da quella di Andy Stott che so già che sarà sul confine tra classy e ambient dubbeggiante :)

venerdì 17 ottobre 2008

Il nonno e il suono della nona stagione

Tra le tante certificazioni semiufficiali che rendono hit le tracce, una delle più autorevoli è la compilation annuale di papa Sven, che ha sempre avuto come filosofia proprio "metto assieme le hit dell'estate appena passata": comparire su una "The sound of the X season", è un onore mica da ridere per qualunque produttore, visto che è praticamente un bollino di certificazione di hit approvato dal decano dei dj techno europei.

Quest'anno, a detta di herr Vath, le hit dell'estate ibizenca sono state:

Tracklist
CD 1
01. Mathew Jonson - Symphony For The Apocalypse: New Age Revolution
02. Styro 2000 - Liver Donor (Bang Goes Rx)
03. Sasha - The Mongoose
04. Ahem Sisman - Buiya
05. Timo Maas - Subtellite
06. Alex Flatner - Perfect Circles (Original)
07. Radio Slave - Grindhouse (Dubfire Terror Planet Remix)
08. Virtualismo - Mismo Plastico
09. Smith & Selway - Total Departure (Cirez D)
10. Väth vs Flügel - Trashbindance

CD 2
01. Anthony Collins - Reeves
02. Kollektive Turmstrasse - Herz Aus Holz Mix
03. SIS - Orgsa
04. Johnny D - Orbitalife
05. Quenum - Vault Element
06. Reboot - Vandong
07. Sven Tasnadi - Waiting For You Again
08. Pigon - Promises
09. Microworld - This Is My Friend (Disco Version)
10. Robert Babicz - Dark Flower (Joris Voorn Magnolia Mix)
11. Luke Solomon - Spirits (Prins Thomas Disko-tek Miks)

In sostanza, quindi, inizia a delinearsi in maniera netta la nuova divisione tra techno e house: mentre la compilation dell'anno scorso aveva i due cd molto simili tra loro, a sto giro si vede che c'è in atto una scissione che rimescolerà un po' le carte riportandole, probabilmente a com'erano prima del ciclone minimale che ha reso tutto un unico calderone.

Il primo cd, infatti, testimonia la stagnanza della techno recente, costretta ad aggrapparsi a maranzate atroci come Total Departure o le cagate di Dubfire levo la cassa - decay a cannone sul piattino - rimetto la cassa, o peggio ancora al revival becero di Mismoplastico, mentre il secondo contiene un'ottima summa di tutto quello che di fresco è uscito nell'ultimo anno e mezzo, tra Sis, Johnny D, Reboot, Anthony Collins e Quenum.

Comunque, al solito: di Sven si può dire che non mixa, che è sempre squagliato e più che un dj è un intrattenitore e blablabla, ma tra i tanti lati positivi che ha gli rimane l'autorevolezza nel decretare le hit di ogni stagione...il bollino Cocoon è ancora molto, molto importante :)

(Ovviamente la fonte della tracklist è il solito RA)

giovedì 29 maggio 2008

Claudio Coccoluto - I Music selection 5 - Vinyl heart


La stima che ho nei confronti di Coccoluto, decano dei dj "seri" italiani e a mio avviso unico esponente della sua generazione a non essersi completamente sputtanato/svenduto/mainstreamizzato/blablabla è nota, per cui non sto a ripeterla: piuttosto, parliamo della sua nuova compilation, che ormai essendo alla quinta uscita è praticamente una cosa seriale.

La tracklist è questa:

1. PATRICK SPECKE & DAZE MAXIM “Je M’appelle Merde”
2. BEANFIELD “Tides” (Ripperton Remix)
3. LIMITIERT #6 “Woodbird”
4. DFLEX “Waltz”
5. KREON “Shake ’n Make”
6. WILL SAUL & TAM COOPER “Sequential Circus” (Gui Boratto Remix)
7. ZIGGY KINDER “Que Pasa Maria?!”
8. BANGANA “Oh My Mind”
9. URBAN SOUL “Alright” (Karizma version)
10. PASCAL FEOS “Bring The Beat Back” (Oliver Klein Remix)
11. RENE’ BREITHBARTH “Interior Design”
12. ONUR OZER “Red Cabaret” (2000 and one Remix)
13. CLAUDIO COCCOLUTO “Mind Melody 3.0”

Primo commento solo leggendola: su 13 tracce, 5 stanno anche da qualche parte tra i miei scaffali e la mia borsa dei dischi, e in particolare 3 (il remix housettone di 2000 and one, il below di Kreon con la trombetta e il remix di Ripperton che al Gasoline ha fatto il deggènero) compaiono spessissimo e volentieri nei miei set :)

A parte questo dettaglio di costume che fa comunque piacere, parliamo di musica: Coccoluto, "storicamente", è un dj di estrazione house, per cui pare abbastanza naturale che in questi ultimi tempi in cui i suoni un po' più raffinati e fricchettoni la fanno da padrone lui ci sguazzi...e in effetti ci sguazza proprio.

Bpm molto bassi, atmosfera da tramonto sulla spiaggia...in generale, il mood generale del mixato è tipo "ti faccio scuotere di gusto la testa e il culo senza bisogno di menare come un caimano impazzito ma semplicemente con della musica bella".

Ulteriore (grossa) nota di pregio, poi, è che l'intero mixato è interamente realizzato solo a base di vinile, come il sottotitolo dell'episodio suggerisce, a differenza della stragrande maggioranza dei mixcd fatti con Ableton o peggio ancora con Acid, per cui si percepisce in più di un'occasione lo "human touch", quella lieve imprecisione che ti ricorda che dietro la console c'è sempre una persona.

Ancora una volta, quindi, W Coccoluto, che tra l'altro suonerà con noi alla Festa della musica del 21 giugno: come se non bastasse il suo set (e il mio :D) come buon motivo per venire a trovarci, durante il suo set regaleremo 1000 vinili "customizzati" della festa della musica, per cui non c'è veramente scusa valida per non venire :)