Ovvero, dell'importanza dei cambi di passo.
Non ho mai negato di non essere esattamente un fan di quello che una volta, nella sua forma più pura e originaria, si chiamava dubstep e che ora ha una definizione di genere così lasca che c'è chi lo chiama "bass music": la realtà dei fatti, però, è che questa forma pura e originaria ormai non esiste più ma, come tutte le tendenze importanti, ha lasciato strascichi anche negli altri generi.
Se è vero che graziaddìo ormai più nessuno fa quelle cose orripilanti con un colpo di cassa ogni quarto d'ora e il feeling piovoso da fintointellettuale (à la "Midnight request line", per intenderci), è anche vero che gente che arriva dai background più disparati ha fatto sua, in modi diversi, la lezione di Benga, Skream, Burial e compagnia cantante, iniziando ad esplorare metriche diverse dal solito "four to the floor" e a mischiare più metriche e sottogeneri all'interno dello stesso set, portando una ventata di varietà assolutamente gradita e beneaccetta.
Va da sè che tra tutti quelli che hanno abbracciato quest'idea di suonare assieme cose a velocità e spezzatura completamente diverse, coloro a cui riesce meglio siano quelli da sempre abituati ai metri irregolari, quelli quindi che arrivano dalla d'n'b, genere che risentiva di un po' di stagnanza e che ora invece sta tornando in auge prepotentissimamente proprio grazie a questa ventata di metriche diverse.
Non è un caso, quindi, che le cose più interessanti del panorama di quella che ora si chiama "bass music" e che è un genere quanto mai lasco e ampio arrivino da gente cresciuta a pane e amen break, tipo i tre figuri che si nascondono dietro il nome della loro etichetta, la Digital soundboy per l'appunto, e che rispondono ai nomi di Shy FX, Breakage e B. Traits: il loro Fabriclive, infatti, è un tripudio di miscuglioni in cui compaiono, con una coerenza impeccabile, "Body language" dei Mandy coi Booka Shade, delle missilate su 50 Weapons (che qui sembra quasi un'etichetta seria anzichè il prodotto di quei macellai dei Modeselektor), Dizzee Rascal e delle cose reggaeggianti, e la cosa più incredibile è che il tutto è non solo molto valido ma anche molto meglio della somma delle parti.
All'interno della tracklist, infatti, c'è più di un disco obiettivamente e incontrovertibilmente brutto, ma che contestualizzato nel flusso molto ben studiato dai tre acquista magicamente un senso o al massimo, quando proprio un senso non ce l'ha, comunque dura poco, visto il turbinio frenetico con cui si cambia disco-passo-atmosfera-mood nei settanta minuti abbondanti di mixato.
Di certo alcune frenate o accelerate molto brusche sono messe lì solo per farti fare "oooooh" alla prima volta che le senti e poi esaurito l'effetto sorpresa perdono un po' di mordente, ma è vero anche che alcuni altri accostamenti escono alla lunga, dopo qualche ascolto, rendendo il mixcd davvero godurioso nonostante un paio di momenti di flessione, in particolare con una sequenza devastante, poco dopo metà - provare per credere.
Morale, acquisto consigliatissimo, sia per quelli che credono che il dubstep sia solo Skrillex, sia per quelli che (come me fino a poco tempo fa) credono non esistano punti di contatto tra la cassa in quattro e la d'n'b, che saranno invece lieti di scoprire che in mezzo esiste un intero continuum.
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martedì 26 giugno 2012
mercoledì 5 agosto 2009
Fabric 48 - Radio Slave
"Fabric did it again", si conferma ancora una volta la compilation seriale più sul pezzo in questo momento storico, pisciando clamorosamente in testa alle Global underground che campano ancora di rendita dal periodo in cui Sasha era il figlio di Dio pur sfornando elettrate del cazzo (ma speriamo si ripiglino con la prossima di Lavelle): a sto giro hanno preso Matt Edwards aka Radio Slave a mixare una compilation, che più sul pezzo di così faccio fatica a immaginare.
La cosa fica della tracklist è che ci sono un sacco di Cabin fever, che è l'etichetta su cui Edwards stampa le sue personalissime mine da club, ma di piacevole c'è anche che scorrendo la tracklist ci sono nomi di ottima fama come Daniel Sanchez, Michel Cleis, Boola e 2000 and one, solo che poi controllando bene la tracklist si nota una riga che non doveva esserci...trova l'intruso:
01. Baeka - Right At It (Michel Cleis Deeper Remix)
02. Radio Slave - DDB // Cabin Fever
03. Radio Slave - I Don’t Need A Cure For This
04. Dance Disorder - My Time (Radio Slave’s Rekids Tribe Remix)
05. Brothers’ Vibe - Platter Sugar
06. Spencer Parker - The Beginning (Michel Cleis Remix)
07. Nina Kraviz - Pain In The Ass
08. DJ Boola - Balada Redo // Cabin Fever
09. Radio Slave - Koma Koma (Steve Lawler Remix)
10. Spencer Parker - My Heart (Daniel Sanchez Easy Noise Remix)
11. Michel Cleis ft. Totó La Momposina - La Mezcla
12. 2000 & One - Wan Poku Moro
13. Nate William’s Club Patrol 'Maximum Overload' (Roy’s Death Wish Mix)
La cosa fica della tracklist è che ci sono un sacco di Cabin fever, che è l'etichetta su cui Edwards stampa le sue personalissime mine da club, ma di piacevole c'è anche che scorrendo la tracklist ci sono nomi di ottima fama come Daniel Sanchez, Michel Cleis, Boola e 2000 and one, solo che poi controllando bene la tracklist si nota una riga che non doveva esserci...trova l'intruso:
01. Baeka - Right At It (Michel Cleis Deeper Remix)
02. Radio Slave - DDB // Cabin Fever
03. Radio Slave - I Don’t Need A Cure For This
04. Dance Disorder - My Time (Radio Slave’s Rekids Tribe Remix)
05. Brothers’ Vibe - Platter Sugar
06. Spencer Parker - The Beginning (Michel Cleis Remix)
07. Nina Kraviz - Pain In The Ass
08. DJ Boola - Balada Redo // Cabin Fever
09. Radio Slave - Koma Koma (Steve Lawler Remix)
10. Spencer Parker - My Heart (Daniel Sanchez Easy Noise Remix)
11. Michel Cleis ft. Totó La Momposina - La Mezcla
12. 2000 & One - Wan Poku Moro
13. Nate William’s Club Patrol 'Maximum Overload' (Roy’s Death Wish Mix)
Bastaaaaaa bastaaaaaaa non se ne può più di sentire La Mezclaaaaaa!!!!
pi, pi pi, piripiripiiii...
Terrificante.
La traccia 11 sarà uno skip garantito sul lettore cd, anche se il resto pare degno di nota.
A sto giro s'è parlato di:
compilation,
fabric,
musica
giovedì 24 luglio 2008
Il Fabric di Luciano, alla fine
Eh, alla fine, che te lo dico a fare, signoramia.
Quasi sicuramente il cd che aspettavo con più ansia del 2008, come dicevo qui, e devo dire che dopo averlo sentito supera ogni aspettativa più rosea.
Non ci sono cazzi, Luciano è il dj più in forma del momento, è nel pieno della sua maturità artistica e il caso ha voluto che la cosa capitasse in un momento in cui lo stile che va per la maggiore è proprio il suo, fatto di percussioni latineggianti e richiami house fortissimi, per cui è assolutamente legittimo che stia dominando la scena.
I maligni dicono che fa sempre lo stesso set, e può anche darsi che non abbiano proprio tutti tutti i torti, visto che tipo l'organo degli M83 e l'acapella di Brothers Vibe li suona sempre e comunque, ma è vero anche che c'è gente che negli ultimi 3-4 anni si è fatta crescere la barba come unica modifica alla propria linea musicale e sulla propria etichetta stampa pattume, eppure ha successo quasi più di Luciano perchè fa i party col magico cubo e la tessera rfid, per cui è una critica che lascia un po' il tempo che trova.
Ad ogni modo, sperando che Luciano riesca ad evolversi in futuro, il suo Fabric è proprio quel set, praticamente sempre uguale, che i maligni gli rinfacciano ultimamente: tantissimi Cadenza, vecchi, nuovi e non ancora usciti tipo quel suo remix dei Los Updates hit sicura quando uscirà (credo in autunno) e tanta house, sia del nuovo filone neo-house tipo Johnny D, che, soprattutto, di quella vecchia scuola che era stata dimenticata ma sta tornando in auge in maniera potentissima...fino a poco tempo fa, chiunque fosse andato in giro a dire che suonava i Defected o gli Strictly Rhythm sarebbe stato coperto di sputi, mentre ora la stessa cosa succede a chi suona i Minus (e vista la qualità degli ultimi.....vabbè ci siamo capiti).
Probabilmente, come è normale che sia nell'eterna ruota che gira dell'evoluzione musicale, tra qualche anno i set (o il set, a voler essere maligni) di Luciano suoneranno datati come i Minus adesso, ma quello che conta è che adesso, questo Fabric è un eccellente specchio della situazione musicale attuale e che quindi resterà valido anche negli anni a venire come ricordo di "cosa ascoltavamo nel 2008", e per questo merita un plauso sia Luciano stesso che i ragazzi del Fabric, che nell'ultimo anno hanno sfornato una compilation favolosa dopo l'altra.
Quasi sicuramente il cd che aspettavo con più ansia del 2008, come dicevo qui, e devo dire che dopo averlo sentito supera ogni aspettativa più rosea.
Non ci sono cazzi, Luciano è il dj più in forma del momento, è nel pieno della sua maturità artistica e il caso ha voluto che la cosa capitasse in un momento in cui lo stile che va per la maggiore è proprio il suo, fatto di percussioni latineggianti e richiami house fortissimi, per cui è assolutamente legittimo che stia dominando la scena.
I maligni dicono che fa sempre lo stesso set, e può anche darsi che non abbiano proprio tutti tutti i torti, visto che tipo l'organo degli M83 e l'acapella di Brothers Vibe li suona sempre e comunque, ma è vero anche che c'è gente che negli ultimi 3-4 anni si è fatta crescere la barba come unica modifica alla propria linea musicale e sulla propria etichetta stampa pattume, eppure ha successo quasi più di Luciano perchè fa i party col magico cubo e la tessera rfid, per cui è una critica che lascia un po' il tempo che trova.
Ad ogni modo, sperando che Luciano riesca ad evolversi in futuro, il suo Fabric è proprio quel set, praticamente sempre uguale, che i maligni gli rinfacciano ultimamente: tantissimi Cadenza, vecchi, nuovi e non ancora usciti tipo quel suo remix dei Los Updates hit sicura quando uscirà (credo in autunno) e tanta house, sia del nuovo filone neo-house tipo Johnny D, che, soprattutto, di quella vecchia scuola che era stata dimenticata ma sta tornando in auge in maniera potentissima...fino a poco tempo fa, chiunque fosse andato in giro a dire che suonava i Defected o gli Strictly Rhythm sarebbe stato coperto di sputi, mentre ora la stessa cosa succede a chi suona i Minus (e vista la qualità degli ultimi.....vabbè ci siamo capiti).
Probabilmente, come è normale che sia nell'eterna ruota che gira dell'evoluzione musicale, tra qualche anno i set (o il set, a voler essere maligni) di Luciano suoneranno datati come i Minus adesso, ma quello che conta è che adesso, questo Fabric è un eccellente specchio della situazione musicale attuale e che quindi resterà valido anche negli anni a venire come ricordo di "cosa ascoltavamo nel 2008", e per questo merita un plauso sia Luciano stesso che i ragazzi del Fabric, che nell'ultimo anno hanno sfornato una compilation favolosa dopo l'altra.
mercoledì 16 luglio 2008
Fabric 42 - Ame
Quando si dice "from better to better"...non è ancora uscito il 41, che attendo spasmodicamente, di Luciano, che già i signori del Fabric annunciano la compilation numero 42, mixata dagli Ame.
Nonostante il grande pubblico li conosca per la megahit di qualche anno fa, Rej, pur bellissima, in realtà sono in giro da un bel pezzo e, da sempre, sono sinonimo di deep house melodica di qualità esagerata, al pari di Dixon, che li ha scoperti sulla sua Innervisions e di Henrik Schwarz: secondo la mininews di ResidentAdvisor, il loro mixato per la compilation del Fabric sarà però "a bit more electronic and experimental than some people may expect.", il che non può che far piacere, soprattutto se la tracklist si presenta così:
01. Linkwood – Hear The Sun
02. Even Tuell – Untitled B1
03. Minilogue & KAB - That’s A Nice Way To Give Me Feedback
[Wighnomy Brothers Quintenzirkel Remikks]
04. Jens Zimmerman – Moddodblubbblub
xx. Moondog - Moondog Monologue
05. Mixworks – Berlin Dub
06. Armando – Don’t Take It [Thomos Edit]
07. STL – Something Is Raw
08. Edward Ft. Justus– Raw Structure
xx. Those Guys Ft Ras Baraka – An American Poem
09. 76-79 – Six Ten
10. Henrik Schwartz/Âme/Dixon – D.P.O.M.B [Version 1]
11. Matthew Styles – We Said Nothing
12. KB Project – The Symphony
13. Gowentgone - M.A.M. (Marcel Dettmann Remix)
xx. Broken Compass – Australiapella 2
14. LFO vs Fuse – Loop [Fuse Mix] – Plus 8
A parte la presenza di artisti che mi piacciono un sacco tipo STL e i Whignomy bros. (e il missile oldschool di LFO vs. Richie Hawtin!), la mia personale curiosità è stimolata da un sacco di nomi che non conosco minimamente, il che già basta per farmi drizzare le antenne, oltre che dalle tracce segnate come xx, che penso siano acapella o comunque vocal aggiunti sopra le tracce, per cui, tanto per cambiare, can't wait pure per questa, come per un po' tutte le ultime compilation del Fabric.
Noticina polemica a piè di pagina: qualche anno fa, prima che il Fabric infilasse sto filotto di compilation eccelse, il mondo delle compilation seriali era dominio assoluto dei Global Underground, che hanno regalato perle firmate Deep Dish, Danny Howells e James Lavelle, tanto per citarne alcuni che all'epoca erano in periodo di grazia...perchè le uscite attuali su GU sono maranzate tipo quella di Adam Freeland e quella di Felix da Housecat o noiose tipo quella di Layo e Bushwacka?
Rivoglio i GU stupendi di qualche anno fa, e magari rivorrei i Deep Dish a fare musica decente, anche se ormai Dubfire è lanciatissimo a produrre minimalate commerciali...
Nonostante il grande pubblico li conosca per la megahit di qualche anno fa, Rej, pur bellissima, in realtà sono in giro da un bel pezzo e, da sempre, sono sinonimo di deep house melodica di qualità esagerata, al pari di Dixon, che li ha scoperti sulla sua Innervisions e di Henrik Schwarz: secondo la mininews di ResidentAdvisor, il loro mixato per la compilation del Fabric sarà però "a bit more electronic and experimental than some people may expect.", il che non può che far piacere, soprattutto se la tracklist si presenta così:
01. Linkwood – Hear The Sun
02. Even Tuell – Untitled B1
03. Minilogue & KAB - That’s A Nice Way To Give Me Feedback
[Wighnomy Brothers Quintenzirkel Remikks]
04. Jens Zimmerman – Moddodblubbblub
xx. Moondog - Moondog Monologue
05. Mixworks – Berlin Dub
06. Armando – Don’t Take It [Thomos Edit]
07. STL – Something Is Raw
08. Edward Ft. Justus– Raw Structure
xx. Those Guys Ft Ras Baraka – An American Poem
09. 76-79 – Six Ten
10. Henrik Schwartz/Âme/Dixon – D.P.O.M.B [Version 1]
11. Matthew Styles – We Said Nothing
12. KB Project – The Symphony
13. Gowentgone - M.A.M. (Marcel Dettmann Remix)
xx. Broken Compass – Australiapella 2
14. LFO vs Fuse – Loop [Fuse Mix] – Plus 8
A parte la presenza di artisti che mi piacciono un sacco tipo STL e i Whignomy bros. (e il missile oldschool di LFO vs. Richie Hawtin!), la mia personale curiosità è stimolata da un sacco di nomi che non conosco minimamente, il che già basta per farmi drizzare le antenne, oltre che dalle tracce segnate come xx, che penso siano acapella o comunque vocal aggiunti sopra le tracce, per cui, tanto per cambiare, can't wait pure per questa, come per un po' tutte le ultime compilation del Fabric.
Noticina polemica a piè di pagina: qualche anno fa, prima che il Fabric infilasse sto filotto di compilation eccelse, il mondo delle compilation seriali era dominio assoluto dei Global Underground, che hanno regalato perle firmate Deep Dish, Danny Howells e James Lavelle, tanto per citarne alcuni che all'epoca erano in periodo di grazia...perchè le uscite attuali su GU sono maranzate tipo quella di Adam Freeland e quella di Felix da Housecat o noiose tipo quella di Layo e Bushwacka?
Rivoglio i GU stupendi di qualche anno fa, e magari rivorrei i Deep Dish a fare musica decente, anche se ormai Dubfire è lanciatissimo a produrre minimalate commerciali...
A sto giro s'è parlato di:
ame,
fabric,
global underground,
musica
venerdì 30 maggio 2008
Fabric 41 - Luciano!!!
Attualmente è uno dei top dj, assieme a Ricardo e ai tre RPR, a cui mi sento più vicino musicalmente, con la sua personale rivisitazione dei suoni tipicamente minimali in chiave funkettona come solo un latino può fare.
Oltretutto, è notoriamente avverso ai mixcd, perchè, dice, quando suona dal vivo preferisce improvvisare e con una tracklist predeterminata si sente legato, per cui l'evento è di portata ancora maggiore.
Deve ancora uscire il 40, ma io sono già fomentatissimo, anche perchè la tracklist ha ovviamente un sacco di Cadenza nuovi che non vedo l'ora di sentire (tipo quello di Alex Picone!) e qualche disco già noto, tipo l'Oslo di Johnny D o il Cadenza di Reboot...probabilmente il cd che più aspetto nel 2008 :)
Tracklist
01 Rhadoo – Slagare – Cadenza Records
02 Brothers’ Vibe – El Baile [Acapella]– Som Underground
03 D’Julz – Yo Momo – Intacto Records
04 Los Updates Ft. Luciano – Getting Late [Luciano’s Getting Late Remix] – Cadenza Records
05 Reboot – Be Tougher – Cadenza Records
06 Alex Picone – Floppy – Cadenza Records
07 Sety – Mogane (Guillaume & The Coutu Dumonts Remix) – Circus Company
08 Johnny D – Orbitalife – Oslo Records
09 Julien Jabre – Jungle Beatz – Defected
10 M83 – In Church – Gooom Disques
11 Inner City – Good Love [Luciano Remix] – KMS
12 Phuture – Rise From Your Grave [Tiefschwarz Remix] – Strictly Rhythm
13 Schneider, Galluzzi – Albertino – Cadenza Records
14 D’Julz – So You Know – Ovum
15 Kenny Larkin – You Are Original – Planet E
16 Chymera – Arabesque - Tishomingo
(via ResidentAdvisor, ovviamente)
Oltretutto, è notoriamente avverso ai mixcd, perchè, dice, quando suona dal vivo preferisce improvvisare e con una tracklist predeterminata si sente legato, per cui l'evento è di portata ancora maggiore.
Deve ancora uscire il 40, ma io sono già fomentatissimo, anche perchè la tracklist ha ovviamente un sacco di Cadenza nuovi che non vedo l'ora di sentire (tipo quello di Alex Picone!) e qualche disco già noto, tipo l'Oslo di Johnny D o il Cadenza di Reboot...probabilmente il cd che più aspetto nel 2008 :)
Tracklist
01 Rhadoo – Slagare – Cadenza Records
02 Brothers’ Vibe – El Baile [Acapella]– Som Underground
03 D’Julz – Yo Momo – Intacto Records
04 Los Updates Ft. Luciano – Getting Late [Luciano’s Getting Late Remix] – Cadenza Records
05 Reboot – Be Tougher – Cadenza Records
06 Alex Picone – Floppy – Cadenza Records
07 Sety – Mogane (Guillaume & The Coutu Dumonts Remix) – Circus Company
08 Johnny D – Orbitalife – Oslo Records
09 Julien Jabre – Jungle Beatz – Defected
10 M83 – In Church – Gooom Disques
11 Inner City – Good Love [Luciano Remix] – KMS
12 Phuture – Rise From Your Grave [Tiefschwarz Remix] – Strictly Rhythm
13 Schneider, Galluzzi – Albertino – Cadenza Records
14 D’Julz – So You Know – Ovum
15 Kenny Larkin – You Are Original – Planet E
16 Chymera – Arabesque - Tishomingo
(via ResidentAdvisor, ovviamente)
lunedì 4 febbraio 2008
Fabric 39 - Robert Hood!
Dopo l'album dell'anno di Villalobos e la splendida compilation di Steve Bug (recensita qui) la serie di cd del Fabric si prepara a regalarci un'altra gran perla, visto che la compilation numero 39 sarà opera di una vera e propria leggenda techno: Robert Hood.
(Nota: lo so che in mezzo è uscito anche il 38 dei M.a.n.d.y., ma devo ancora sentirlo)
In uscita ai primi di marzo, di seguito la tracklist di quello che lui stesso ha descritto così: “This mix has to be about the club. I’d like it to be dancefloor orientated and to take the listener on a trip. Any project I do, I like to read like a book. I like it to tell a story, you know? Not to just be random songs or tracks. It has to have continuity to take you on a ride. The DJ mix will be enhanced with live elements added to the mix. The live elements are just tracks or patterns, rhythm patterns that will be exclusive to the CD.”
01 Monobox - Silicone Fingers – Logistic
02 Element 9
03 Robert Hood – Who Taught You Math – Peacefrog
04 Pacou – X-Factor – Cache
05 Robert Hood – Strobe Light – Music Man/N.E.W.S.
06 Marco Lenzi – Taboo – Molecular
07 Joris Voorn – Fever [Rephrased] – Keynote
08 Fab G – Bust The Vibes [Real Disco Mix] – Grand Prix
09 Dan March – Sandune – Meta
10 Element 3
11 Diego – Mind Detergent [Robert Hood Remix] – Kanzleramt
12 Jeff Mills – Skin Deep – Axis
13 Robert Hood – School – Music Man/N.E.W.S.
14 Element 23
15 John Thomas – Mr. Funk – Logistic
16 DJ Skull – Informant – Hypnotic Tones
17 Scorp – One Side – Music Man/N.E.W.S
18 Pacou – All It Takes – Cache
19 Phase – Mass – N.E.W.S.
20 UK Gold – Agent Wood - [Adam Beyer Remix] – New Records
21 Solid Decay – Legalize! - Lessismore
22 Element 7
23 Robert Hood – Side Effect – Music Man/N.E.W.S.
24 Mion- Drop The Filter – Music Man/N.E.W.S.
25 Scorp – New Energy – Music Man/N.E.W.S.
26 UK Gold – Agent Wood [Original Mix] – New Records
27 Robert Hood – Still Here [Los Hermanos Remix] – Music Man/N.E.W.S
28 John Thomas – Pulp Funktion 2 – Logistic
29 Robert Hood – The Greatest Dancer – M-Plant
30 Low Life – Exclamation - Mosaic
31 Robert Hood – And Then We Planned Our Escape – Music Man/N.E.W.S.
32 Element 12
Can't wait!
(via ResidentAdvisor)
(Nota: lo so che in mezzo è uscito anche il 38 dei M.a.n.d.y., ma devo ancora sentirlo)
In uscita ai primi di marzo, di seguito la tracklist di quello che lui stesso ha descritto così: “This mix has to be about the club. I’d like it to be dancefloor orientated and to take the listener on a trip. Any project I do, I like to read like a book. I like it to tell a story, you know? Not to just be random songs or tracks. It has to have continuity to take you on a ride. The DJ mix will be enhanced with live elements added to the mix. The live elements are just tracks or patterns, rhythm patterns that will be exclusive to the CD.”
01 Monobox - Silicone Fingers – Logistic
02 Element 9
03 Robert Hood – Who Taught You Math – Peacefrog
04 Pacou – X-Factor – Cache
05 Robert Hood – Strobe Light – Music Man/N.E.W.S.
06 Marco Lenzi – Taboo – Molecular
07 Joris Voorn – Fever [Rephrased] – Keynote
08 Fab G – Bust The Vibes [Real Disco Mix] – Grand Prix
09 Dan March – Sandune – Meta
10 Element 3
11 Diego – Mind Detergent [Robert Hood Remix] – Kanzleramt
12 Jeff Mills – Skin Deep – Axis
13 Robert Hood – School – Music Man/N.E.W.S.
14 Element 23
15 John Thomas – Mr. Funk – Logistic
16 DJ Skull – Informant – Hypnotic Tones
17 Scorp – One Side – Music Man/N.E.W.S
18 Pacou – All It Takes – Cache
19 Phase – Mass – N.E.W.S.
20 UK Gold – Agent Wood - [Adam Beyer Remix] – New Records
21 Solid Decay – Legalize! - Lessismore
22 Element 7
23 Robert Hood – Side Effect – Music Man/N.E.W.S.
24 Mion- Drop The Filter – Music Man/N.E.W.S.
25 Scorp – New Energy – Music Man/N.E.W.S.
26 UK Gold – Agent Wood [Original Mix] – New Records
27 Robert Hood – Still Here [Los Hermanos Remix] – Music Man/N.E.W.S
28 John Thomas – Pulp Funktion 2 – Logistic
29 Robert Hood – The Greatest Dancer – M-Plant
30 Low Life – Exclamation - Mosaic
31 Robert Hood – And Then We Planned Our Escape – Music Man/N.E.W.S.
32 Element 12
Can't wait!
(via ResidentAdvisor)
A sto giro s'è parlato di:
fabric,
musica,
robert hood,
techno
domenica 20 gennaio 2008
Steve Bug - Fabric 37
Steve Bug, zitto zitto, è in giro praticamente da una vita, ossia dal 1991: il semplice fatto che abbia più di 16 anni di onorata carriera da dj, produttore e label manager e che riesca, a distanza di così tanto tempo, a riscuotere dell'ottimo successo senza essersi svenduto lo eleva, di diritto, al rango di "mostro sacro", lo fa entrare in una ristretta cerchia di artisti in grado di suonare sempre freschi anche col passare degli anni.
Come è naturale che sia, anche la sua carriera ha avuto dei momenti altalenanti: nella fattispecie del periodo più recente, ha avuto un autentico boom qualche anno fa, grazie all'esplosione del fenomeno minimale, che ha saputo cavalcare in maniera davvero sapiente con le uscite su Pokerflat, scoprendo di fatto il fenomeno Trentemoller, seguito da un leggero ammosciamento in corrispondenza all'afflosciarsi della bolla minimale.
Come ripeto abbastanza spesso qui, il momento musicale attuale è un momento di transizione, in cui inizia a delinearsi "the next big thing" e il trend imperante in declino agonizza e puzza di marcio ogni giorno di più: data l'aria di cambiamenti, quindi, viene abbastanza naturale rivolgersi a chi di cambiamenti ne ha già visti passare tanti per cercare di captare quale sia la direzione verso la quale rivolgersi.
La compilation di un capitano di lungo corso come Steve Bug, su una serie di lunghissimo corso come quella del Fabric (che tra l'altro, ultimamente si sta risollevando anche lei da un periodo un po' loffo, grazie anche al miglior album del 2007), è quindi un'ottima occasione per avere un parere autorevole sul futuro prossimo della scena musicale elettronica.
Steve Bug, quindi, da artista poliedrico qual'è, smette i panni del label manager della Pokerflat e indossa quelli dell'altra etichetta che dirige, quella che pareva aver un po' abbandonato ma che ultimamente è tornata in auge con delle ottime uscite: la Dessous.
Dessous, storicamente, è una delle etichette di punta del panorama deep house; il fatto che nella tracklist dell'ultima compilation di Steve Bug siano presenti varie tracce uscite su Dessous e nessuna su Pokerflat, è chiaramente indicativo del passaggio di paradigma ormai concluso: il futuro, come si è già detto, è house.
Così, la compilation passa con sapienza da artisti ed etichette che, in fondo, hanno sempre avuto una forte impronta house (Ovum e Moon Harbor), a produttori che hanno capito in anticipo dove dirigersi e ora sono trendsetters (Mikael Stavostrand e il wonderkid della techno, Joris Voorn), a degli sleeper hit lanciati, di fatto, proprio dalla comparsa in questa compilation, come la splendida traccia di Afrilounge su Conaisseur che ormai suonano un po' tutti.
Oltre all'impronta house, poi, è molto indicativo della direzione musicale futura il numero di bpm dell'intero mixato, molto basso, che quindi segue la linea intrapresa da molti dei dj più raffinati negli ultimi anni, orientati a scuotere la pista non usando il pitch ma la qualità della musica; Steve Bug, essendo un dj di classe, riesce appieno in questo difficile compito, per cui il mixato è effettivamente piuttosto lento, ma assolutamente non privo di momenti di fomento.
In definitiva, quindi, il Fabric di Steve Bug è un ottimo acquisto per chi volesse rendersi conto di dove sta andando la musica "da club", ma è soprattutto una gran bella compilation come non ne uscivano da un po', complice anche il fatto che le ultime Global Underground sono abbastanza fiacche :)
Nota di costume finale, poi, un plauso agli italianissimi Mogdax, visto che non capita a tutti di piazzare una traccia su una compilation del Fabric :)
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