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martedì 9 febbraio 2010

Il mio nuovo Acero Liquido

Il mio adorato Blackberry 8100, telefono più longevo che abbia mai posseduto, ha iniziato a perdere pesantemente colpi negli ultimi mesi, per via di quella dannata pallina che dalla prima volta che la smonti per pulirla non torna mai più quella di prima.

La scelta per il rimpiazzo è sempre stata orientata verso il simpatico robottino verde made in Google, che fino a poco tempo fa reputavo una piattaforma in grado di dominare il mercato ma ancora immatura, per cui ero fermamente intenzionato a trascinare il mio moribondo Blackberry fino all'uscita del Nexus one, ma poi, spinto dalle pessime voci che girano sul prezzo del N1 all'uscita e dall'idea che comunque, per averlo, avrei dovuto aspettare un bel po' ho optato per la soluzione alternativa:


Preso ormai quasi un mese fa dopo averlo visto in mano a un paio di amici, mi sta regalando grandi soddisfazioni: ho ovviamente dovuto cambiare operatore e passare all'unico che attualmente offre una tariffa decente per il traffico dati (quello del numero magico), ma ora finalmente posso dire di essere in grado di mastrussare con la rete anche in mobilità.

Potevo farlo anche col BB, certo, ma lo schermino piccino piccino non era il massimo della vita: ora invece posso fare un sacco di cose col telefono oltre a leggere la posta, tipo leggere il mio GReader, avere la lista della spesa sempre a portata di mano con RememberTheMilk, aggiornare il mio status su peoplesound e fondamentalmente qualsiasi cosa ci sia sull'Android market o anche solo che mi venga in mente e abbia il tempo di svilupparmi, vista l'estrema facilità d'uso dell'SDK (Steve guarda e impara).

Hardwareisticamente parlando, poi, il giochino vale un sacco per quello che costa (poco più di una trecentina di euroes): il touch screen capacitivo è bello preciso passati i 10 minuti necessari a farci la mano, la fotocamera più che sufficiente e la batteria migliorabile ma comunque ancora accettabile, anche se la vera bomba, è ovvio, è il sistema operativo splendido in grado di coniugare look&feel semplice da utenti finali e libertà d'uso da nerd smanettoni.

Per capirci, il sync di tutta la mia roba Google (mail, contatti, calendario, etc.) viene fatto automagicamente e in maniera del tutto trasparente & a prova di scimmia, senza che io abbia dovuto fare altro che fornire la password del mio account, ma ci ho comunque messo cinque minuti scarsi ad ottenere i diritti di root e cambiare il file del dizionario della tastiera in modo da soddisfare il geek che è in me.

Morale della storia: avevo già idea che Android fosse un gioiellino avendo visto solo l'SDK e qualche demo, ma ora che ce l'ho in mano da un po' ne sono fermamente convinto; o Steve e i suoi si inventano qualcosa di pesante lato marketing per convincere le loro schiere di zombie fans a fare in modo che l'Iphone mantenga la sua posizione di leadership, oppure nel 2010 il robottino verde gli farà il culo a strisce.

sabato 12 dicembre 2009

Liveblogging: Whymca barcamp

La dura vita dello sviluppatore prevede, tra le altre cose, che ci si svegli alle sette un sabato mattina, si prenda la propria macchinina e si facciano sessanta km nella bruma padana per andare fino a Cremona e lo si trovi pure divertente.

Perchè farsi tutto sto sbattimento?

Ma per venire al Whymca barcamp, il barcamp sulle mobile applications, of course :)

In questo preciso istante sono nell'aula magna della sede di Cremona del Politecnico di Milano che seguo il primo speech, e l'idea è che aggiornerò periodicamente questo post nel corso della giornata per rendere partecipe il resto del mondo di ciò che accade qua.

Il primo speech parla di open source (zzzzz....) in ambito mobile applications, e dopo un'introduzione abbastanza noiosa e per lo più non condivisibile sull'open source in sè per sè finalmente racconta cose interessanti, parlando di Kannel e Mbuni, che non conoscevo, e che sono due framework rispettivamente per la gestione degli sms e degli mms: non so che utilità reale abbiano nel 2010, vista la trasformazione dei cellulari in "pc da tasca" in grado di gestire contenuti più strutturati e consegnati in maniera più simile a quella "solita" di internet, ma almeno è roba che non sapevo :)

10.45, speech #2, Fabrizio Renga di osservatori.net del Polimi: l'argomento mi pare molto interessante, visto che dal titolo pare una discussione sulla differenza tra mobile applications e mobile sites, su cui devo ancora farmi un'idea e che quindi come tema mi ispira molto. Inizio con una panoramica sullo stato del mercato delle applicazioni mobile, molto molto interessante, a cavallo tra l'aspetto gestionale e quello sociologico del marketing delle applicazioni, con punti di vista diversi: contenuto delle applicazioni, modelli di business, etc.

Domanda: perchè le aziende decidono di "andare mobile", e come lo fanno? La risposta non è incoraggiante, ed è "perchè lo fanno tutti" e "riciclando quello che hanno già".

Lo speech però è molto molto interessante e Renga si vede che sa quello di cui parla...riflessione molto interessante: "internet è basata sull'advertising, il mobile (pare) è più orientato al modello freemium"

Speech #3, è il momento del tifo, visto che a parlare è il mio collega di Buongiorno! Fabrizio Giordano, che parla della sua creatura, HelloTxt.

Mi viene un po' difficile giudicare il contenuto dello speech, visto che conosco già il contenuto...in compenso Fabri ha un po' di sbattimenti col proiettore (polemica sterile e gratuita: è sicuramente perchè è un mac user :D)

Comunque: lo speech di Fabri è molto orientato ai dati, con grafici che mostrano i dati di utilizzo di Htxt in lungo e in largo. In realtà pur essendo ferrato sullo sviluppo di Htxt (anche se non ci lavoro direttamente) i dati di utilizzo mi mancavano, quindi mi ha fatto piacere vedere lo speech :)

Domande: "ma i social networks si svilupperanno di più su web o su mobile?" secondo Fabrizio visto che l'attività sociale è pervasiva della vita degli utenti serve un modo per seguirla in giro con gli utenti stessi, quindi su mobile c'è un sacco di spazio per i social networks.

11.40, speech #4, il tifo ora è sfegatato perchè a parlare è il "mio" grafico, Giovanni Di maggio, che presenta il "mio" social network: peoplesound. (e qui si capisce il vero motivo per cui mi son fatto lo sbattimento di venire fin qui :))

La presentazione di Gio parla principalmente di quella che attualmente è la vera bomba di peoplesound (ma solo perchè il mio nuovo parser RSS non è ancora stato lanciato ufficialmente :)), l'algoritmo del phonebook, che capisce quali sono i tuoi contatti realmente importanti e che quindi potresti volere come amici su peoplesound sfarfugliando nel tuo telefono.

Riflessione interessante: peoplesound punta sulla qualità degli amici anzichè sulla quantità come fanno Facebook e Linkedin, e quindi l'asticella della privacy è molto più alta e consente di mantenere conversazioni più intime.

12.00, speech #5: Italo Vignoli parla della demografia dei social media dopo un'introduzione molto divertente sull'evoluzione dell'hardware necessario per i social media, a partire dal modem gigante in cui infilare la cornetta del telefono per arrivare al Macbook Air.

Il discorso di "quali utenti fanno cosa in rete" è interessantissimo, anche se i dati non sono nulla che non avessi già almeno intrasentito qualche volta, e Vignoli è un gran speaker...intanto però in aula magna la temperatura non è delle migliori, forse anche perchè non c'è moltissima gente (purtroppo), e quasi batto i denti.

12.30, ultimo speech della mattina, Vodafone presenta il progetto 360, serie di SDK che almeno idealmente dovrebbero fare da piattaforma comune per tutti i telefoni che lo supportano (come se già non ci fosse una pletora di piattaforme per sviluppare su cellulare e non avessero già provato in tanti a unificarle).

L'idea di un sdk fornito dai carrier mi sembra una bestemmia in termini di net neutrality, vediamo se lo speech riesce a convincermi del contrario :)

Wow, Vodafone 360 ha anche il suo app store proprietario...altra cosa di cui il mercato mobile non sentiva il bisogno.

All'inizio dello speech ero confuso sull'utilità della cosa, adesso so che a essere confusa è Vodafone: non è chiaro se 360 è un'applicazione, un sdk, un application store, tutte e tre le cose o nessuna, fondamentalmente mi sembra un'iniziativa tipo "saltiamo sul carro delle applicazioni mobile perchè mi hanno detto che ci si fa i soldi senza capire veramente cosa noi come Vodafone possiamo offrire al mercato" (hint: la risposta è "niente", sei un carrier e devi solo fornire l'accesso)

Edit postumo: visto che loro non lo dicono, gliel'ho chiesto io anche se pareva ovvio: 360 è un walled garden, perchè è accessibile solo da sim Vodafone, quindi è l'ennesima isola blindata nell'oceano mobile ancora alla disperata ricerca di uno standard condiviso...completamente inutile quindi, se non dannoso.

Adesso vado a mangiare :)

Finito di pranzare sono tornato a casa, visto che oggi pomeriggio ho un impegno e quindi mi perdo gli speech pomeridiani...morale, è tempo di considerazioni finali: l'iniziativa è stata senz'altro molto positiva, più che altro perchè per come è lo stato attuale del mercato del software su dispositivi mobile le occasioni di confronto e scambio con altri attori del settore sono sempre troppo poche...non sono mancate le pecche, su tutte che c'era un po' poca gente, ma visto che era la prima edizione sono molto fiducioso che saranno risolte nelle prossime :)

mercoledì 24 settembre 2008

Prime impressioni su Android

Figurarsi se non scrivevo un post il giorno dopo la presentazione di Android :)

Non ho seguito in diretta la presentazione perchè certe volte lavoro anche, ma ho dato un'occhiata a molti dei post che ovviamente sono apparsi in giro per la rete e mi sono fatto qualche idea.

Iniziamo dalle idee che ancora non mi sono fatto: non sono ancora in grado di dire se l'HTC Dream, o più in generale Android come piattaforma, è in grado di competere coi Blackberry, anche se mi sento di dire che il segmento di mercato a cui punta è lo stesso, quello degli utenti business, dei web workers, a spanne di quelli che usano il cellulare e la connessione dati in mobilità per motivi seri e non per la suoneria del gattino virgola o i video di Mosconi su youtube.

E' proprio sul segmento consumer invece, quello del gattino virgola e dei videi di Mosconi, che la stampa (e molti dei post che ho letto) si gioca la promozione di Android, in contrapposizione col cellulare preferito dell'utente ignorante...non mi ricordo come si chiama...quella chiavica là senza copia-incolla, dai.

Effettivamente, non è che Google e HTC si siano adoperati tanto per evitare il confronto, a iniziare dall'aspetto esteriore del nuovo gingillino:

 
Visto così, assomiglia non poco all'aifòn, se non che, già solo dalla foto, gli dà lammerda: sarà à la page scrivere sul touchscreen, ma un bel tastierone qwerty coi tasti che ti danno il feedback tattile quando li schiacci non è neanche lontanamente paragonabile in termini di piacevolezza e comodità di utilizzo.
Se poi uno è veramente malato, il touch screen c'è, per cui se non c'è già un'applicazione per scrivere digitandoci sopra penso che apparirà tempo zero.

Diciamoci la verità, il vero motivo per cui il gadgettino qui è molto meglio del catorcio con la mela è proprio quello della frase precedente, e non mi sto riferendo all'applicazione per scrivere sul touch screen, ma in questa frase che riporto pari pari dall'Android developers blog:
 Similar to YouTube, content can debut in the marketplace after only three simple steps: register as a merchant, upload and describe your content and publish it.
Sarebbe a dire che per me sviluppatore bastano a dir tanto 5-6 click per pubblicare un'applicazione sul marketplace, e per me utente invece si apre un ventaglio di possibilità applicative virtualmente infinito, limitato solo dalla capacità e dalla creatività degli sviluppatori anzichè dai capricci di Steve Jobs, che non pubblica sull'Apple store applicazioni GPS perchè sta sviluppando la sua e vuole vendertela a tutti i costi però poi pubblica (salvo poi toglierla in un momento di dignità riacquisita) cagate come Iamrich.

Credo di averlo già scritto qui N volte ma non mi stanco mica di ripeterlo: a oggi, addì 24 settembre 2008, non serve assolutamente a niente avere un gadget carino o offrire dei servizi carini se non si offre anche la possibilità alla community di farne l'uso che ne preferisce.

Vale per i servizi 2.0 come Friendfeed, che ha avuto un boost esagerato negli accessi da quando ha rilasciato la Developer API, o Twitter, ma vale anche un po' dappertutto: l'unica cosa che si guadagna, a impedire agli utenti di usare i propri prodotti come si vuole, è una grassa figura di merda.

Ad ogni modo:
  • Fotocamera: c'è.
  • Wifi: c'è.
  • Connettività 3G: c'è.
  • MMS (per quei 2 o 3 che ancora li usano): c'è.
  • Copia-incolla: c'è.
Prezzo: 200$.

Poi uno si chiede com'è che la stessa rete che praticamente un mese fa alimentava l'hype sul catorcio con la mela, adesso si affretta a dire che in fondo, sto Android, non è niente di che.

Forse perchè, dopo aver comprato un telefono da 600 euro con l'abbonamento da 100€ a kbyte scaricato, un po' si rosica a vedere sto HTC Dream?

martedì 18 dicembre 2007

Orb!

Dopo il post su Rememberthemilk di qualche tempo fa, oggi vi parlo di un altro strumentino web-based indispensabile contro le fatiche della vita quotidiana: si tratta di Orb, servizio che esiste gia' da qualche tempo ma che sta iniziando a riscuotere successo solo di recente grazie alla collaborazione con Winamp.
A cosa serve Orb? In sostanza, e' la soluzione definitiva per tutti quelli che hanno una collezione multimediale piuttosto estesa da non riuscire a portarla sempre in giro nel PMP (Portable Media Player per i non addetti ai lavori), o che semplicemente vogliono poter accedere ai propri mp3/video/foto/documenti da luoghi e macchine diverse.
Il servizio, infatti, si compone in sostanza di due elementi: un server, da installare sul pc di casa o cmq sulla macchina che contiene i file multimediali, e un'applicazione web, accessibile da ovunque, con la quale riprodurre il contenuto dei file suddetti, ovviamente in streaming.
Personalmente, avverto la necessita' che Orb si propone di risolvere in maniera piuttosto importante, dato che ho qualche decina di migliaia di file multimediali e dover decidere la mattina quali caricare nel PMP per ascoltarli tutto il giorno mi stava decisamente stretto, per cui avevo gia' provato una soluzione "fatta in casa", con un server Vnc sul mio pc di casa, che usavo per controllare da remoto la coppia Winamp+server Shoutcast riuscendo quindi almeno ad avere a disposizione in ufficio tutti gli mp3 di casa in streaming a bassissima qualita'....bene, orb fa praticamente la stessa cosa in maniera piu' semplice e con un sacco di features aggiuntive.
Tanto per iniziare ad elencare le piu' banali, l'accesso ai file e' protetto da password: ora, non so quanto il controllo degli accessi di Orb sia sicuro, ma e' sicuramente meglio che avere la porta di Shoutcast sempre aperta e disponibile per chi volesse connettersi e consumare un po' di banda; oltre a questo, la caratteristica per cui Orb domina davvero sulla soluzione "fatta in casa" e' il transcoding automatico dei file per lo streaming a un bitrate ottimizzato dinamicamente, ossia parole complicate per dire che Orb da solo capisce quanta banda hanno il pc da cui partono i dati e quello a cui arrivano e si occupa di ottimizzare la qualita' dello streaming di conseguenza, in modo da offrire sempre la massima qualita' possibile.
Gia' queste due features sarebbero sufficienti per rendere Orb un'ottimo servizio, ma ci sono in piu' tutta una serie di cazzimme aggiuntive che ne fanno una vera e propria killer application, come ad esempio la possibilita' di condividere selettivamente i file con altri utenti (feature che effettivamente non ho ancora usato, ma che mi intriga), e soprattutto la possibilita' di personalizzare l'applicazione web in modo che definire estensivo e' un eufemismo.
Non solo, infatti, e' possibile scegliere il formato dello streaming da un insieme che copre praticamente tutti i formati principali (mp3, wmv, quicktime e pure un playerino in flash tipo quello di Youtube), ma si puo' personalizzare anche l'interfaccia utente della web application, scegliendo tra la versione "full optional", pensata per essere usata su di un pc, e quelle ottimizzate rispettivamente per i dispositivi mobile e persino la tv.
In sostanza, quindi, una volta installato il serverino di Orb (che recentemente e' stato migliorato molto e non spara piu' l'uso delle risorse a 100%) sul pc casalingo, si hanno a disposizione tutti i propri mp3/video/foto/documenti anywhere, alla miglior qualita' possibile e fruibili su una gamma di devices che copre praticamente ogni possibilita'...ovviamente, a patto che ci sia una connessione sufficientemente decente a portata, la cui mancanza cronica in Italia limita un po' l'utilita' del servizio, ma non per suoi demeriti.

(ah, ma un giorno potro' vedere Lost sull'Archos in streaming via wifi da qualunque punto del mondo...)