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martedì 1 luglio 2008

La socialità, il web duepuntozzèro, lo stabilire nuove connessioni

Succede che leggi un libro che ti piace davvero molto.

Succede che hai un brog, e scrivi un post per parlarne, ovviamente in termini entusiastici.

Botta di culo vuole che il libro sia discretamente di nicchia nonostante meriti veramente molto, per cui, magia della coda lunga, il post finisce in cima ai risultati di Google per la ricerca del titolo del libro.

Così, succede che il traduttore del libro commenta il post, giustamente reclamando la sua parte di merito.

E così, scopri che non solo ha un brog pure lui, ma che ha anche tradotto altri autori di cui sei un fan sfegatato, tipo Palahniuk e Neil Gaiman, per cui ti senti di affermare che, alla fine, sei fan sfegatato anche del traduttore himself.

Sarà che sono nerd inside o che con le cazzimme informatiche mi guadagno da vivere e quindi non sono imparziale, ma quando si verificano eventi così rimango estasiato dall'immane potere socializzante ed acculturante (esiste, in italiano, acculturante?) del mezzo informatico.

venerdì 23 maggio 2008

Steven Hall - Le memorie dello squalo

Era un po' che non parlavo di libri, più che altro perchè era un po' che non leggevo niente che mi piacesse abbastanza da farmi venir voglia di parlarne qui.

Dato che però ho appena finito uno dei libri migliori degli ultimi tempi, val la pena spenderci due parole:


First things first, stay calm: così inizia l'edizione originale...per prima cosa, che salta all'occhio è lo stile con cui scrive Steven Hall, alla prima esperienza "lunga"...così peculiare che val la pena copiare le prime righe della traduzione italiana:

Ero privo di conoscenza. Avevo smesso di respirare.
Non son bene da quanto tempo, ma i motori e le centraline che tengono in funzione la macchina umana a livello meccanico dovevano essere andati in blocco, reagendo all'immobilità con un arresto generale del sistema. Avaria del pilota automatico - passare al controllo manuale d'emergenza.
Fu così che ebbe inizio la mia vita, la mia seconda vita.
I miei occhi si spalancarono come O maiuscole, il collo e le spalle s'inarcarono in un abnorme conato d'inspirazione, una singola boccata da inghiottire il mondo. Litri di ossigeno secco e polvere del pavimento mi si conficcarono in gola sibilando in accessi di tosse aguzzi come lame. Mi strozzai e sputai tra rantoli e conati e colpi di tosse, tosse, tosse. Fili di muco mi scendevano dalle narici, la vista mi si liquefaceva in chiazze abbaglianti sulle guance.

Leggere ad alta voce per credere: il ragazzo qui scrive davvero bene, secondo me. Tra similitudini (quella degli occhi come O maiuscole mi fomenta veramente duro, soprattutto nell'ottica del futuro contenuto del resto del libro), iterazioni, sinestesie e un'alternanza tra periodi lunghi e brevi veramente ben studiata, per me qui c'è veramente da levarsi il cappello.

Stile a parte, poi, il contenuto è veramente phat: c'è un sacco di roba, tra idee originali e citazioni.

C'è il concetto molto duepuntozzèro di coscienza collettiva resa possibile dalla rete, ma reinterpretato in chiave Matrixeggiante, come pure molto Matrixeggiante è il trio dei personaggi principali - soprattutto gli equivalenti di Morpheus, con nave annessa e Trinity -, ci sono un sacco di cose che eccitano il lettore nerd tipo il riferimento al virus Melissa o la citazione abbastanza nascosta ma nemmeno troppo della guida galattica per gli autostoppisti, ma soprattutto c'è tantissima carne al fuoco per il comunicazionista che è in me.

La premessa fondamentale del libro, infatti, è che esista un intero ecosistema all'interno dello stream of consciousness dell'umanità, abitato sia da creature unicellulari - i memi (altra duepuntozzèrata) - che da esseri più evoluti, i pesci concettuali: il più feroce di questi, un Ludoviciano, è praticamente uno squalo che si nutre di pensieri, ricordi e coscienza delle persone, ed è sulle tracce del protagonista dopo avergli già mangiato tutta la mente una (o più?) volte.

Il protagonista, Eric Sanderson (che suona molto "signor Anderson"), è quindi in realtà due persone: il narratore della vicenda e il Primo Eric Sanderson, che si manifesta con le lettere che ha lasciato al suo successore durante il primo assedio del Ludoviciano e con le quali insegna a difendersi e indica la via verso la salvezza attraverso i non spazi, quei posti tipo i sotterranei, i parcheggi senza segnaletica o gli edifici abbandonati in cui la coscienza collettiva sembra non arrivare.

Proprio in uno di questi, poi, Sanderson incontrerà il suo agente Smith, una creatura al servizio dell'antagonista informatico completamente privata dei suoi tratti più umani (ha una borsa di pillole diverse, ognuna delle quali contiene un diverso del suo carattere) che però dice qualcosa tipo "io e lei siamo uguali, signor Sanderson"...il richiamo è più che evidente.

Quindi, Matrix è una delle due grandi fonti di ispirazione per il libro: l'altra, come evidenziato anche dal commento di Mark Haddon (quello del cane ucciso a mezzanotte) sulla copertina dell'edizione italiana, è Lo Squalo: la lunga scena del combattimento finale tra Neo, Morpheus e Trinity e il Ludoviciano, infatti, è la riproposizione pari pari della scena finale del primo squalo di Spielberg, con l'unica differenza del contesto in cui si svolge (spoiler sul finale: chi ha visto il film può arrivare a capire come finisca la scena, quindi).

Quindi: Matrix + Lo Squalo + tanta nerdiness + roba da comunicazionisti + un po' di misticismo simile a quello di Matrix stesso + uno stile di scrittura, lo ripeto, esagerato = lettura obbligata.

Siccome ho a cuore i miei lettori e non voglio che si affatichino, posto pure il link alla pagina del libro su ibs, và, così lo comprate subito e non ve lo dimenticate.

Edit: sul forum ufficiale del libro ho scoperto che esiste anche un sacco di materiale aggiuntivo con un po' di giochini da fare per procurarselo, in stile Lost Experience, Heroes 360 et similia...Hall ne parla così:
For each chapter in The Raw Shark Texts there is, or will be, an un-chapter, a negative. If you look carefully at the novel you might be able to figure out why these un-chapters called negatives.

Not all the negatives are as long as a full novel chapter - some are only a page, some are only a couple of lines. Some are much longer than any chapters in the novel. About a quarter of them are out there so far. (It’s an ongoing project set to run for a while yet) Not all of the negatives are online, some are, but they're hiding. Some are out there in the real world, waiting to be found.

Il sito ufficiale del libro, per chi l'avesse già letto e volesse cimentarsi.
(Tra l'altro il titolo originale è un evidente gioco di parole con riferimento ai test di Rorschach)